A 34 anni dalla strage di Capaci, nel Chiostro della Procura di Catanzaro il convegno "Semi di Memoria, Frutti di Legalità". Le testimonianze davanti agli studenti del Polo Liceale Siciliani-De Nobili

A trentaquattro anni dalla strage di Capaci, il ricordo di quella tragedia continua a scuotere le coscienze. Emozione e silenzio hanno accompagnato il convegno “Semi di Memoria, Frutti di Legalità: il ricordo del Reparto Scorte di Palermo ai giovani di oggi”, promosso dal Polo Liceale Siciliani-De Nobili di Catanzaro e ospitato nel Chiostro della Procura della Repubblica.

Tra le testimonianze più toccanti quella di Gaspare Cervello, caposcorta del giudice Giovanni Falcone e sopravvissuto all’attentato mafioso del 23 maggio 1992. “Vidi all’improvviso pezzi di autostrada che volavano e non riuscivo a capire cosa stesse accadendo”, ha raccontato Cervello ripercorrendo quei drammatici istanti.

Il drammatico racconto dopo l’esplosione

Il caposcorta ha descritto i momenti immediatamente successivi all’esplosione che costò la vita a Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta. “La nostra macchina fu colpita dall’onda d’urto e iniziarono a caderci addosso calcinacci e pezzi di asfalto. Uscii dall’auto per primo e mi precipitai verso l’auto di Falcone che era nella voragine”, ha spiegato.