Il giallo sulla morte di Angelo Onorato passa anche da un nome già finito nelle carte dell’inchiesta: Filippo Salvatore Bisconti, un tempo capomandamento di Belmonte Mezzagno, membro della cosiddetta Cupola 2.0 e oggi collaboratore di giustizia. Il pentito è stato sentito nell’indagine sull’imprenditore trovato morto il 25 maggio 2024 nella sua Range Rover, posteggiata in viale Regione Siciliana, con una fascetta di plastica stretta attorno al collo.Per la famiglia, l’architetto è stato assassinato e non si è tolto la vita. Ai dubbi già indicati nell’opposizione all’archiviazione, si aggiungono ora le dichiarazioni dell’ex boss che conosceva personalmente la famiglia Onorato.Architetto e imprenditore edile, Bisconti aveva avuto rapporti soprattutto con Salvatore, padre di Angelo, anche lui costruttore, scomparso sette anni fa. Agli investigatori Bisconti avrebbe spiegato che era stato proprio lui a parlargli di affari legati alle costruzioni, di cantieri e investimenti, fino a prospettargli iniziative comuni. Angelo, più riservato, si occupava soprattutto dello showroom Casa di viale Strasburgo, ma seguiva alcune di quelle attività e gli avrebbe accennato alcune difficoltà economiche su Capaci. È un passaggio che, per i familiari della vittima, dovrebbe richiedere ulteriori riscontri e approfondimenti. Nei verbali, infatti, il collaboratore non si sarebbe limitato a esporre i suoi rapporti professionali. Avrebbe raccontato il peso di Cosa nostra nel settore dell’edilizia, di richieste di pizzo, di accordi sottobanco e di capitali di dubbia provenienza.Un servizio completo di Fabio Geraci sull'edizione di Palermo del Giornale di Sicilia in edicola oggi
La morte e il giallo Onorato, il pentito: «Cercate a Capaci»
L'architetto è stato trovato senza vita in auto nel 2024. L'ex boss di Belmonte, Filippo Salvatore Bisconti, conosceva il padre della vittima e la famiglia di imprenditori









