Milano – Ore 4.54 del 3 luglio 2021, l’imprenditore settantenne Pasquale Lamberti sale a bordo della sua Range Rover e si allontana dall’abitazione di via Manzoni a Monza. Alle 5.58, una Skoda Felicia, intestata a una società ma di fatto utilizzata dai coniugi Renato Mandaglio ed Emanuela Palmira Calvi, viene censita da un varco lungo la provinciale 526 dell’Est Ticino. Le due auto sono dirette nello stesso punto: un’area compresa tra Morimondo e Besate, lì dove 72 ore prima si sono incontrati Lamberti e Mandaglio. Il primo non tornerà più indietro. Vittima, per la Dda, di un appuntamento-trappola organizzato per assassinarlo e far sparire il cadavere, mai ritrovato.
Pasquale Lamberti
Indagati i coniugi Renato Mandaglio ed Emanuela Palmira Calvi e il presunto mandante Claudio Angelo Mancini
A cinque anni dalla sparizione dell’imprenditore, ecco la possibile svolta impressa dagli accertamenti dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, coordinati dal pm Simona Ferraiuolo e guidati dal colonnello Antonio Coppola e dal tenente colonnello Fabio Rufino. Mandaglio e Calvi, coniugi di 59 e 61 anni, sono indagati con l’accusa di aver partecipato alla fase esecutiva dell’agguato, in concorso “materiale e morale” con Claudio Angelo Mancini (“mandante, mente direttiva e collante del gruppo”) e con altre persone “in corso di identificazione”, nonché in "sinergia e previo accordo criminoso” con Antonio e Leone Bruzzaniti, esponenti di spicco dell’omonimo clan di ’ndrangheta trapiantato in Lombardia da Africo.








