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Sami Paakkarinen, Patrik Grönqvist e Jenni Westerlund sono i tre sommozzatori finlandesi che hanno recuperato i corpi di quattro dei cinque sub italiani morti in una grotta sottomarina alle Maldive. Venerdì hanno dato agli investigatori informazioni molto utili per ricostruire cosa sia successo durante la spedizione, soprattutto cosa sia andato storto.
Non è un caso che siano stati chiamati loro. Sono considerati infatti tra i più esperti al mondo in questo tipo di immersioni, principalmente per via di un’altra impresa che molti esperti del settore ritenevano impossibile: nel 2014 recuperarono i corpi di due sub morti in una grotta in Norvegia, una storia raccontata nel documentario Diving into the Unknown. Quella missione, che era stata considerata impossibile dalle autorità, li ha resi tra le massime autorità mondiali in questo specifico campo, quello della ricerca e del recupero di dispersi a grandi profondità e in ambienti complessi.
Il 6 febbraio 2014 cinque sub finlandesi, che si conoscevano dalle esplorazioni di una miniera allagata vicino a Helsinki, decisero di esplorare una grotta molto profonda sul fiume Plura, nella valle di Plurdalen, nella Norvegia centrale. Di quella squadra faceva parte anche Patrik Grönqvist.













