I corpi dei 4 sub italiani dispersi alle Maldive sono stati individuati. Si trovano nel terzo ambiente della grotta di Alimathà, lì dove sono morti durante un’immersione a 50 metri di profondità il 14 maggio. Le operazioni di recupero però saranno effettuate solo dopo aver finito le ispezioni necessarie. Le ricerche sono ricominciate oggi dopo l’arrivo di un team di tre subspeleologi finlandesi, che ora coordinano le operazioni: Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist. Le missioni nell’atollo di Vaavu si erano interrotte due giorni fa dopo la morte per sindrome da decompressione di uno dei sommozzatori più esperti della Guardia Costiera maldiviana, il sergente maggiore Mohamed Mahudhy.
Il portavoce capo dell’ufficio del presidente, Mohamed Hussain Shareef, aveva fatto sapere che il team di finlandesi della società Dan Europe non si sarebbe immerso a grandi profondità: “Non sono in grado di immergersi in profondità a causa delle correnti. Il sito sarà ispezionato, con procedure di familiarizzazione che si svolgeranno sul posto con la squadra straniera”. I tre supspelologi esperti hanno utilizzato però un Rov, un veicolo sottomarino a controllo remoto, con il quale probabilmente, come riportano le testate locali, hanno individuato i corpi ancora dispersi. A loro disposizione anche un rebreather (un sistema di respirazione subacquea a circuito chiuso) e una miscela Trimix (azoto, elio, ossigeno). Finora era stato possibile recuperare solo il cadavere dell’istruttore capobarca, il padovano Gianluca Benedetti, che si trovava nel primo ambiente della grotta. Mancano ancora all’appello Monica Montefalcone, sua figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri.










