Una complessa operazione subacquea ha permesso di riportare in superficie i corpi dei quattro italiani morti durante un’immersione in una grotta sottomarina alle Maldive. A guidare le operazioni è stato un team di speleosub finlandesi di Dan Europe, impegnato per giorni in uno dei recuperi più difficili mai affrontati nell’arcipelago.
La missione dei tecnici specializzati I tecnici specializzati sono tornati più volte nella grotta di Dhekunu Kandu, dove i corpi della professoressa Monica Montefalcone, della figlia Giorgia Sommacal, del biologo marino Federico Gualtieri e della ricercatrice Muriel Oddenino erano stati individuati nella parte più profonda del sistema sommerso, oltre i 60 metri. L’area presentava condizioni estremamente rischiose, tra cunicoli stretti, passaggi angusti e sedimenti capaci di azzerare la visibilità nel giro di pochi secondi. Per raggiungere il punto del ritrovamento, il team ha utilizzato scooter subacquei e rebreather, sofisticati autorespiratori che riciclano il gas espirato e consentono immersioni prolungate in profondità. Le operazioni sono state condotte insieme alla Maldives National Defence Force, alla polizia locale e sotto il coordinamento delle autorità italiane presenti a Malé.La prima fase del recupero La prima fase del recupero ha riguardato Monica Montefalcone e Federico Gualtieri. Gli speleosub finlandesi hanno trasportato i corpi fino a circa 30 metri di profondità, dove sono intervenuti i sub maldiviani per completare il trasferimento in superficie. Le salme sono state poi affidate alla guardia costiera e successivamente trasferite all’obitorio dalla polizia locale. Durante le immersioni sono state recuperate anche alcune telecamere GoPro e diverse attrezzature subacquee appartenenti alle vittime. Il materiale è stato consegnato agli investigatori maldiviani, che stanno analizzando immagini e dispositivi per ricostruire con precisione gli ultimi momenti dell’immersione, il percorso seguito dai sub e le eventuali difficoltà incontrate sott’acqua.I tre giorni di operazioni Il team finlandese ha poi completato il recupero degli altri due italiani dispersi con un’ulteriore immersione durata circa tre ore. Al termine delle operazioni, Sami Paakkarinen, a nome del gruppo di soccorso, ha dichiarato: «Desideriamo esprimere le nostre sentite condoglianze alle famiglie di tutti i subacquei che hanno perso la vita». E ancora: «Dopo tre giorni di operazioni, tutti i subacquei dispersi sono stati recuperati e stanno tornando a casa». Gli specialisti hanno spiegato che la missione non si è limitata al recupero delle salme. È prevista infatti un’ultima immersione operativa per rimuovere sagole guida e attrezzature installate nella grotta durante gli interventi, oltre a completare la documentazione e la mappatura di alcune sezioni del sistema di cavità. Le informazioni raccolte saranno condivise con le autorità maldiviane che stanno portando avanti l’indagine. «Per l’intera durata della missione, sia le scelte operative sia la comunicazione sono state guidate da due priorità: la sicurezza del team impegnato nelle operazioni di recupero e il massimo rispetto per le vittime e le loro famiglie», ha sottolineato Dan Europe.










