Sono riprese oggi alle Maldive le complesse operazioni di recupero dei corpi dei quattro subacquei italiani rimasti intrappolati in una grotta sottomarina profonda. Il bilancio definitivo della tragedia è di cinque vittime italiane e di un soccorritore locale. Il compito è stato affidato a una task force internazionale mobilitata da DAN Europe e formata da tre esperti finlandesi specializzati in interventi in ambienti estremi: Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist.
Il team opererà nell’area di Dhekunu Kandu, tra i 50 e i 60 metri di profondità, in un contesto “overhead” (spazio chiuso) caratterizzato da visibilità ridotta, correnti, passaggi ostruiti e severi vincoli nella gestione delle miscele respiratorie.
Finora le autorità sono riuscite a riportare in superficie soltanto la salma di Gianluca Benedetti, rinvenuta nei pressi dell’ingresso della cavità. L’operazione è ad altissimo rischio, come testimonia il decesso del sergente maggiore Mohamed Mahudhee, della Maldives National Defence Force, morto per malattia da decompressione durante un precedente tentativo di recupero.
Il gruppo coinvolto era composto da professionisti con una profonda esperienza in mare. Oltre all’istruttore Benedetti, hanno perso la vita Monica Montefalcone, 51 anni, professoressa associata di Ecologia all’Università di Genova, la ricercatrice assegnista Muriel Oddenino, Giorgia Sommacal (figlia della professoressa Montefalcone) e Federico Gualtieri, biologo marino di 31 anni.










