L’operazione di recupero dei corpi di Monica Montefalcone, Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri, i quattro italiani dispersi nella grotta sommersa a circa 50 metri di profondità nelle acque di Alimathà, alle Maldive, «rimane tecnicamente impegnativa, emotivamente intensa e operativamente complessa». A dirlo è Dan Europe (Divers Alert Network), fondazione internazionale che ha base operativa in Finlandia,e che gestisce alcune delle operazioni di soccorso più complesse al mondo. ► L’operazione di recupero dei corpi dei sub italiani alle Maldive, segui gli aggiornamenti live Chi sono i tre soccorritori finlandesi impegnati alle Maldive Il team operativo alle Maldive è composto dai soccorritori finlandesi Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist. Si tratta di una squadra d’élite, con sub che hanno già operato in situazioni estreme. Paakkarinen, oltre ad aver mappato sistemi di grotte con visibilità quasi nulla, ha documentato decine di relitti storici della Seconda Guerra Mondiale nel Mar Baltico. Westerlund è invece una specialista di cartografia subacquea e riprese video, fondamentale per ricostruire la topografia interna dei cuniculi. Grönqvist è un vigile del fuoco e speleosub e vanta una lunga esperienza in immersioni tecniche in miniere allagate e ambienti ostruiti del Nord Europa. Come lavorano gli speleosub di Dan Europe Per completare la missione, gli esperti utilizzano sistemi tecnici avanzati, tra cui rebreather a circuito chiuso, scooter subacquei e configurazioni di supporto vitale completamente ridondanti, tutti strumenti che consentono una lunga penetrazione nella grotta mantenendo elevati margini di sicurezza.