Aprile e maggio riaccendono i riflettori sul fisco con il debutto del Modello 730/2026. Non tutti i cittadini sono però obbligati alla presentazione: esistono precise soglie di esonero, anche se inviare il documento conviene spesso per recuperare bonus e spese mediche.
Con la primavera si apre ufficialmente la stagione fiscale in Italia. Entro i termini stabiliti, i contribuenti sono chiamati a presentare all'Agenzia delle Entrate il Modello 730/2026, il documento in cui si riassumono i guadagni percepiti nel corso del 2025 per il calcolo delle imposte. La macchina del fisco non obbliga però chiunque a fare questo passo. Esistono infatti diverse categorie di cittadini che possono legalmente "saltare" l'appuntamento senza rischiare sanzioni. Capire se si rientra in queste tutele è fondamentale, ma lo è altrettanto sapere che, a volte, presentare la dichiarazione conviene anche a chi è esonerato.
Chi è esonerato dall'obbligo Il principio cardine stabilito dalle linee guida ufficiali è semplice: non deve presentare il 730 chi si trova in una situazione fiscale già "definita" o chi ha redditi che non superano determinate soglie di sussistenza. In linea generale, l'obbligo decade per: Redditi minimi (Sotto gli 8.500 euro): L'esonero scatta per i lavoratori dipendenti e per i pensionati il cui reddito complessivo annuo non supera gli 8.500 euro (a patto che il periodo di lavoro o pensione sia stato continuo per tutto l'anno). Mondo dello sport e dell'ippica: Per chi percepisce compensi da attività sportive dilettantistiche o legati al controllo delle corse ippiche, la soglia di esenzione dal modulo sale fino a 15mila euro. Imposte irrisorie: Esiste una clausola di salvaguardia generale per cui, se dal calcolo complessivo dei redditi emerge un'imposta da versare pari o inferiore a 10,33 euro, il contribuente non è tenuto a fare alcuna comunicazione. Attenzione alle eccezioni: L'esonero decade immediatamente se il cittadino deve restituire bonus o trattamenti integrativi ricevuti ingiustamente durante l'anno, oppure se possiede immobili in affitto per i quali ha scelto il regime della cedolare secca. In questi casi, il 730 va inviato comunque.









