È tempo di dichiarazione dei redditi. Dal 14 maggio, e fino al 30 settembre, è possibile inviare all’Agenzia delle Entrate il Modello 730. Dal 27 maggio al 2 novembre (il 31 ottobre è sabato e il primo novembre è festivo) è invece il periodo durante il quale va presentato il Modello redditi persone fisiche (ex Unico). Materia complessa? Sì. Tanto che l’AdE sul suo sito, nell’area riservata di ciascun contribuente, mette a disposizione un modello precompilato che contiene i dati su redditi, ritenute, versamenti e le spese detraibili o deducibili: il 730 è consultabile dal 30 aprile, l’ex Unico lo sarà da oggi. Se il contenuto è corretto, in caso di 730 la dichiarazione può essere accettata così come è. Altrimenti si possono apportare delle modifiche. Un controllo accurato è cruciale: errori, omissioni e mancati aggiornamenti si riverberano sulle tasse da pagare.
Strumenti differenti
La differenza tra i due modelli, innanzitutto. Il 730 è lo strumento privilegiato per lavoratori dipendenti e pensionati, che possono beneficiare di conguagli rapidi in busta paga o sul cedolino della pensione: eventuali rimborsi arrivano in tempi brevi, mentre le somme dovute vengono trattenute automaticamente dal sostituto d’imposta. Il Modello reddito persone fisiche (erede del vecchio Unico), è riservato a una platea più ampia: titolari di partita Iva, professionisti, percettori di redditi da lavoro autonomo o esteri e da impresa. In questo caso il contribuente deve gestire autonomamente i versamenti tramite F24 e i rimborsi seguono tempi più lunghi. La scelta tra i due modelli dipende dalla natura dei redditi percepiti e dalla complessità della situazione patrimoniale.









