L’hanno chiamata "Cinemagoal", una applicazione che permetteva di vedere la tv a pagamento a prezzi stracciati, anche a 40 euro...L’hanno chiamata "Cinemagoal", una applicazione che permetteva di vedere la tv a pagamento a prezzi stracciati, anche a 40 euro all’anno, ma il gol lo hanno fatto le Fiamme Gialle. Giovedì la guardia di finanza di Ravenna ha messo a segno un maxi-blitz contro la pirateria audiovisiva con oltre 100 perquisizioni e sequestri in tutta Italia, su ordine della Procura di Bologna. Tra le città finite nel mirino c’è anche un piccolo comune vicino Jesi. Una delle perquisizioni ha riguardato infatti una donna residente in Vallesina, coinvolta nell’inchiesta che ha fatto luce su un sistema di abbonamenti pirata per vedere illegalmente Sky, Dazn, Netflix, Disney+ e Spotify.

L’operazione è partita dal monitoraggio dei social. Gli investigatori hanno scoperto un’applicazione mai vista prima: si chiama Cinemagoal e, una volta installata sul telefono o sulla tv, collegava il dispositivo a un server estero per sbloccare i contenuti a pagamento. Il trucco? In Italia erano attive 24 ore su 24 delle macchine virtuali che ogni 3 minuti intercettavano e ritrasmettevano i codici originali di abbonamenti leciti, intestati però a persone fittizie. Risultato: il segnale arrivava in chiaro a chi aveva pagato l’abbonamento illegale, senza far scattare i controlli delle piattaforme. Oltre 70 persone in tutta Italia facevano da rivenditori. I pagamenti avvenivano in criptovaluta o su conti esteri. Sequestrati server all’estero dove erano custoditi i dati per decodificare i segnali e il codice sorgente dell’app. Già pronto il primo pacchetto di sanzioni: mille abbonati individuati riceveranno multe da 154 a 5mila euro.