HomeMonza BrianzaCronacaDopo il rimpasto di Arcore. La fronda a Bono rientra ma il bilancio slitta ancoraConsuntivo rinviato per un vizio di procedura sui tempi di presentazione. Intanto l’opposizione attacca: "Ricomposizione da manuale Cencelli 2.0".La giunta guidata da Maurizio Bono sembra avere chiuso il caso dei tre consiglieri dissidenti con la nomina di Valeria Di Tullio ad assessora Gli ex frondisti hanno ritirato le firme dalla mozione di sfiducia dell’opposizioneRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciLa crisi politica è rientrata. Almeno sulla carta. Perché nell’aula consiliare di Arcore, giovedì sera, il centrodestra si è ripresentato compatto dopo settimane di tensioni, trattative e rimpasti. Solo che la scena somigliava meno a una ritrovata luna di miele e più a una cena di riconciliazione in cui nessuno ha davvero dimenticato i motivi del litigio. Il nodo resta sempre lo stesso: la nomina di Valeria Di Tullio ad assessora, passaggio decisivo per chiudere la crisi aperta dai consiglieri dissidenti e riportare i numeri dalla parte del sindaco Maurizio Bono. Per alcuni una concessione obbligata, per altri il prezzo della sopravvivenza politica.
Di Tullio ha rivendicato una lettura diversa: non una corsa alla poltrona, ma la richiesta di maggiore condivisione nelle scelte amministrative. Con una puntualizzazione che sa di retroscena: "L’assessorato ai servizi sociali – ha detto – mi era già stato proposto quattro anni fa". E allora fu lei a rifiutare.









