Tutto è iniziato con una dichiarazione d’amore, verso Dino Buzzati, da sempre al centro dei suoi interessi. "Impareggiabile cronista, e abile con pennelli e colori", racconta Mimmo Di Marzio, giornalista, critico d’arte e autore di un interessante libro “Gli insospettabili. Da Goethe a David Bowie. La pittura come seconda vita“ edito da Giunti, in libreria da ieri.

"Buzzati non aveva bisogno di alcuna etichetta per definirsi pittore. Con il suo Poema a fumetti, pubblicato nel 1969, è stato il primo a dare alla luce una graphic novel con uno stile pittorico che attingeva al Surrealismo e alla Pop Art".

Tanto insospettabile Buzzati non era...pittore e scrittore a tutto tondo, viene in mente Piazza del Duomo, un dipinto del 1952...

"Ma è stato il pungolo per approfondire. La curiosità mi ha spinto a fare altre ricerche. Viene fuori che il fil rouge che lega personaggi già particolarmente celebri, da Churchill a Bob Dylan, da Re Carlo a Fellini a Sharon Stone e a Franco Battiato, è il desiderio di cercare nella tela un proprio equilibrio interiore, di riscoprire un’identità tenuta segreta. In molti casi con esiti sorprendenti, molti di questi “artisti paralleli“ sono finiti in musei o collezioni private. Dylan con i suoi paesaggi americani ha convinto il gallerista Gagosian...".