HomeBolognaCronacaPittura senza schemi. La visione di Louis CaneL’artista francese protagonista alla Galleria d’Arte Maggiore in un’esposizione che ripercorre le tappe principali.L’allestimento all’interno della mostra di via d’AzeglioRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLa pittura, a volte, sopravvive proprio quando viene destrutturata. È questa la sensazione che attraversa il percorso dedicato a Louis Cane, protagonista della mostra allestita alla Galleria d’Arte Maggiore (via d’Azeglio 15), dove il gesto pittorico viene continuamente messo in discussione e ricostruito. Si tratta di un vero e proprio attraversamento di alcune tappe decisive della ricerca dell’artista francese, figura centrale del movimento Supports/Surfaces, mancato da circa due anni. La mostra Deconstructing and Reinterpreting Painting, visitabile fino al 30 giugno, restituisce infatti la radicalità con cui Cane ha affrontato il linguaggio della pittura, liberandolo dalla sua struttura convenzionale.
Tele tagliate, superfici scomposte, carte ritagliate e lavori concepiti per estendersi tra parete e pavimento mostrano come l’artista abbia cercato di sottrarre la pittura all’idea di immagine compatta e conclusa. Il quadro, perciò, da semplice spazio da rappresentare si tramuta in un oggetto fisico, nonché presenza materiale che invade l’ambiente. Nelle opere storiche emerge chiaramente il legame con le esperienze di Supports/Surfaces, gruppo che in Francia ridefinì il rapporto tra pittura, supporto e gesto, interrogandosi sui fondamenti stessi del medium. Cane interviene sulla tela come su un corpo da aprire e ricomporre, eliminando la gerarchia tradizionale tra figura e fondo. Il colore si diffonde in campiture ampie, trasformandosi in materia autonoma più che in strumento descrittivo.










