“Chi sono io? Sono un pittore, ma nessuno mi crede”. La frase, amara e ironica, è di Dino Buzzati. E potrebbe essere il manifesto dell’ultimo libro di Mimmo Di Marzio, “Gli insospettabili. Da Goethe a David Bowie, la pittura come seconda vita”, per l’editore Giunti. E’ un viaggio dentro le vite parallele di scrittori, musicisti, attori, uomini politici e icone dello spettacolo che hanno attraversato la frontiera tra celebrità e arte.

Di Marzio racconta storie di personaggi celebri che hanno avuto una seconda vita davanti al cavalletto. Non hobby da fine settimana, ma percorsi autentici, a volte segreti, a volte esibiti, fatti di mostre, cataloghi, relazioni con galleristi e collezionisti.

Da Buzzati a David Bowie, da Bob Dylan a Paul McCartney, Franco Battiato, Sharon Stone, re Carlo III: una geografia sorprendente che attraversa il Novecento e arriva fino a oggi.

Il libro finisce inevitabilmente per raccontare qualcosa di più ampio e forse più scomodo: come si forma il valore nell’arte contemporanea. Perché se all’origine c’è spesso un’esigenza creativa autentica, la celebrità resta un potente acceleratore della macchina del mercato.

I casi celebri e il boom del mercato