di

Luca Bergamin

All'uscita del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara si trova questo spazio verde arricchito da un labirinto, da un pozzo quattrocentesco e da piante rampicanti

Si è appena usciti soddisfatti dalla visita della collezione custodita nelle sale del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara quando ci si ritrova felicemente nel suo vasto giardino, il gioiello neo rinascimentale di Palazzo Costabili, posto un tempo a levante lungo l'antica Via della Ghiara. Questo che negli intendimenti originari doveva fungere da luogo open air di rappresentanza del Palazzo quattrocentesco disegnato dall’architetto Biagio Rossetti, rimase un semplice orto fino agli anni Trenta del secolo scorso. Il restauro resosi necessario per accogliere proprio il Museo Archeologico, diede l’idea di riproporre uno spazio verde che ricalcasse appunto gli stilemi del Rinascimento, un periodo fulgido per la città estense.

Anche se frutto di una ricostruzione immaginaria, esso fu suddiviso in riquadri e dagli anni ’50 accolse anche un labirinto, trasmettendo un senso di armonia piacevole per gli occhi. Spiccano i cedri monumentali che gli garantiscono monumentalità e solidità, le immancabili siepi di bosso e le esedre di ligustro. Negli ultimi anni, questo microcosmo botanico è stato arricchito da cipressi, tuie, tassi, robinie, abeti, ben curati secondo gli intendimenti della Direzione Regionale per i Beni Culturali. Varie specie di piante rampicanti si sono avventurate e sono fiorite sul muro di cinta, e sono comparsi anche alberi di melograno, e bulbose fiorite. In questo mese di maggio, comunque le primi attrici sono le rose di varie tipologia e colore, che emanano un profumo intenso per tutto il perimetro di questa dimora dove si trovano perfino un pozzo quattrocentesco in stile gotico fiorito e la statua in marmo intitolata Il risveglio di Spina che è stata donata dallo scultore Piero Brolis.