Nuove strade, nuove speranze
Primo mese a 1 €
I Giardini Reali tornano a fiorire
Tra interventi di recupero filologico del verde e lotta alla cocciniglia, il Parco di Monza riscopre il grande valore del suo patrimonio naturalistico. Nei Giardini Reali c’è un angolo che, più di altri, racconta la storia silenziosa della Reggia. È il Piccolo Parterre, la porzione meridionale del complesso, uno spazio che nei suoi due secoli e mezzo di vita ha conosciuto trasformazioni, restauri, abbandoni e rinascite senza mai perdere del tutto la sua impronta originaria. Oggi quell’area sta tornando leggibile, grazie agli interventi di manutenzione straordinaria ormai in fase di ultimazione. Nei giorni scorsi è stato rimosso lo spesso strato organico che, accumulato nel tempo, aveva coperto percorsi e piazzale fino ai cordoli in ceppo. Un velo scuro che nascondeva la geometria del disegno storico. Ora, sulle superfici ripulite, è in corso la stesura di un nuovo strato di ghiaia, in continuità con gli altri spazi della Reggia. Parallelamente si è intervenuti sui filari di tigli: spalcatura, messa in forma, riapertura delle prospettive verso il giardino e l’ala sud della Villa. Un lavoro che restituisce profondità allo sguardo e ripristina la relazione visiva tra architettura e natura. Entro l’anno, inoltre, saranno messe a dimora nuove piante in sostituzione di quelle perdute. "La Reggia di Monza è un cantiere perenne, ce lo insegna la sua storia plurisecolare. Con questo intervento, piccolo ma concreto, restituiamo la leggibilità di un frammento prezioso per la storia dei Giardini Reali", osserva Bartolomeo Corsini, direttore generale del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza. Un tassello che si inserisce nella Fase 1 del grande Masterplan da 55 milioni di euro per il rilancio della Villa e del Parco, approvato tre anni fa. Il progetto comprende il recupero storico-botanico che include il restauro del Giardino all’Inglese, la riqualificazione del giardino a nord del Serrone e, appunto, il restauro del Piccolo Parterre. Ma nei Giardini e nel Parco, in queste settimane, non si lavora solo sul patrimonio storico. È ripartita infatti la lotta contro la Takahashia Japonica, la cocciniglia che sta infestando il verde monzese e brianzolo. Una presenza ormai diffusa, riconoscibile dai caratteristici anelli bianchi che avvolgono i rami di molte specie ornamentali e non. Per contrastarla, gli agronomi del Consorzio hanno avviato, da mercoledì scorso, il rilascio di Rhyzobius lophonthae, una piccola coccinella predatrice capace di agire contro la maggior parte delle cocciniglie a scudetto, compresa quella dai filamenti cotonosi. L’operazione, condotta in collaborazione con Koppert, azienda specializzata nel biocontrollo, sarà ripetuta anche a luglio. Si tratta di un intervento biologico, privo di rischi per l’uomo, la fauna e la flora del Parco, e inserito in una strategia più ampia: gli agronomi del Consorzio agiscono con una strategia progressiva che prevede prima la rimozione dei rami infestati, poi il supporto degli antagonisti naturali, che vengono rilasciati direttamente sui rami delle piante. Una battaglia che Consorzio monitora da oltre tre anni, con un approccio progressivo e integrato, necessario per contenere un parassita arrivato dal Giappone e ormai ben radicato nel territorio.











