Proprio vicino ai cipressi calvi e ai Ginkgo biloba dei Giardini Montanelli, celato dalle alte mura che i Necchi Campiglio, famiglia dell’alta borghesia industriale milanese, avevano eretto per proteggere dagli sguardi dei curiosi l’intimità del loro menage familiare e i tesori artistici della villa progettata dal geniale Piero Portaluppi, prospera un giardino bellissimo. In questi giorni milanesi già votati all’estate, passeggiando nella proprietà curata dal Fai, scelta spesso dai grandi registi italiani, accade dunque di restare ammaliati dai colori e profumi del roseto: si osservano le ombre vistose prodotte dalle chiome dei platani monumentali, così come ci si sofferma ad ammirare la forma slanciata dei tigli e la silhouette maestosa delle grandi, vetuste magnolie. A completare «l’abbigliamento» botanico di questa dimora i cui proprietari hanno sempre accolto la moda dei loro tempi, sono alcuni faggi e carpini.
Il giardino e la casa-museo di Villa Necchi Campiglio tra ortensie e antiche magnolie
Un suggestivo angolo verde nella Milano voluto dalla famiglia dell'alta borghesia industriale milanese e gestito dal Fai. Profumi e colori in una location da film












