Raccontano che da quando era rimasto solo nell’enorme dimora, l’ingegnere e giornalista Corrado Minucci avesse l’abitudine di dedicare molto tempo ai potenziali compratori. Sceicchi e imprenditori, moda e finanza. Li ospitava, raccontava la storia del palazzo, le forme di Gio Ponti e Vico Magistretti, il rigoglioso giardino, i discreti ma magnificenti terrazzi, il rifugio antiaereo. Lunghe chiacchierate che terminavano sempre con la stessa, sorniona, domanda: «Per lei, quindi, quanto vale?». Della risposta, in realtà, importava poco. «Non fa per lei» glissava sempre da dietro gli occhiali, con velato compiacimento. Di fronte a qualsiasi cifra. Dicono fosse diventato un passatempo. «Non avrebbe mai venduto» giura chi conosceva il personaggio insieme eccentrico e riservato, capace di trasformare il giardino in un’oasi di biodiversità e far spostare la fermata del bus da davanti a casa.
Milano, la maxi vendita di «Villa Ci», gioiello di Giò Ponti e Magistretti: aneddoti, storie e segreti
Il palazzo anni Trenta ceduto per 50 milioni. Fatta costruire dal commendator Plodari è stata rilevata dalla famiglia Nassimiha







