Non capita tutti i giorni di incontrare una principessa siciliana, torinese d’adozione, che è anche l’anima di uno dei più bei giardini privati del mondo. Lo scorso 6 maggio il New York Times ha incluso anche quello di Villa Pellico - Vigna Barolo, disegnato negli anni 50 dal celebre paesaggista inglese Russell Page, tra i 25 giardini «veramente spettacolari». Oggi la proprietà è dell’avvocato torinese Emanuele Gamna e di Raimonda Lanza, principessa di Trabia. Da quasi vent’anni, è lei stessa a guidare la squadra di giardinieri che se ne prende cura con dedizione. Lei e il marito — cui si deve la raffinata decorazione d’interni della Villa, ispirata al gusto settecentesco francese e italiano — acquistarono la proprietà da Giorgio e Umberta Ajmone-Marsan. Quest’ultima, che l’aveva rilevata nel 1948, incaricò Page della progettazione del giardino: lo stesso paesaggista era stato chiamato alla fine degli anni 50 da Gianni Agnelli per Villar Perosa e Villa Frescot. La villa era appartenuta ai Marchesi di Barolo: proprio qui, Silvio Pellico — segretario di Giulia di Barolo — scrisse parte del suo celebre «Le mie prigioni»: da lui prende il nome la residenza, che conserva ancora intatto un certo respiro, romantico e letterario.