di
Luca Bergamin
Il giardino della sfortunata figlia di Galeazzo, capitano di ventura, fu rivitalizzato nei primi dell’800 per iniziativa del marchese Tommaso Corsi ed è considerato il primo giardino romantico di Firenze per la varietà dei colori e delle specie botaniche
In principio era il segreto botanico di Annalena, figlia di Galeazzo Malatesta, modesto capitano di ventura, che ricevette in dote i terreni originariamente adibiti a orti, attualmente collocati tra il Giardino di Boboli e il Giardino Torrigiani, altra gemma botanica di Firenze. Annalena o Anna Elena era rimasta traumatizzata dall’assenza precocissima della madre Maria Orsini morta proprio nel darla alla luce. La sua sfortuna sarebbe proseguita: all’età di 25 anni perse il marito Baldaccio Bruni, Conte dell’Anguillara, e il loro figlio, per mano di un pretendente da lei rifiutato nell’ambito di una faida familiare che coinvolse anche la dinastia dei Medici, bilancia dei destini fiorentini. Utilizzò i suoi denari per aprire un convento, il monastero di San Vincenzo, nella quale andò a rinchiudersi. Annalena rimase, però, abbastanza permissiva nei confronti delle sue consorelle tanto da non prevedere né voti, né l'obbligo della clausura. Successivamente, però, quello di San Vincenzo divenne istituto di clausura in seguito a una bolla di Pio V nel 1586.








