A Sorrento, si assiste a una esplosione di essenze e colori passeggiando tra il parco di piazza Angelina Lauro e quello dell’hotel a Favorita. Inoltre, poco distante dalla casa abitata da Torquato Tasso, si trova l’agrumeto segreto di Enzo Manniello

Quante sorprese botaniche riservano i giardini di piazza Angelina Lauro a Sorrento. Dal 1978 essi custodiscono un tesoro di alberi e piante che sono originarie della fascia subtropicale del Pianeta e che qui si trovano a meraviglia. Adagiato tra le falesie che si gettano nel mare e appunto l’azzurro del Tirreno, questo parco pubblico racchiude nel proprio perimetro un po’ tutte le specie che proliferano nei mitici alberghi sorrentini come, ad esempio, il Grand Hotel Europa Pace che si trova di fronte con i suoi iconici pini domestici, le bordure floreali, nonché l'attiguo parco del Grand Hotel Royal dove soggiornavano le teste coronate europee. Udendo le sirene delle navi che attraccano e salpano dal vicino porto, qui si compie dunque un percorso rigenerante tra questi colossi in legno che raccontano a modo loro l’epopea dei viaggiatori campani, avvezzi a tornare dai lunghi viaggi sulle navi mercantili e navi che transatlantici che trasportavano i passeggeri con semi e talee pronti per essere trapiantati nei giardini privati natii. Raffaele Pane, curatore del progetto di questo parco, voleva proprio rappresentare tale usanza di recare memorabilia vegetali piantando quelle specie esotiche che si ammirano negli spazi verdi privati della penisola Sorrentino. A cominciare dal Pinus pinea, dalla Jacaranda Mimosifolia, l’Araucaria Bidwillii o albero delle vedove, l’Erythrina crista galli. Si passeggia tra aloe, cycas revoluta e cycas del Giappone, avvicinando con circospezione nonché ammirazione anche la Ceiba speciosa tutta spinosa, la Phoenix roebelenii, la Washingtonia Robusta. Così come si entra in confidenza con la Yucca, la Dracena, la Nolina longifolia. Le palme sono preponderanti in questo parco cittadino dove fanno la loro comparsa anche la Casuarina presente in varie tipologie, splendidi esemplari di Ficus macrophylla e Gingko Biloba oltre alla Phytolacca dioica riconoscibile anche dalle sue bombate radici. Nelle 31 aiuole si compie, insomma, un autentico giro del mondo che può proseguire anche spostandosi verso un gioiello altrettanto inatteso quale il l’agrumeto segreto di Enzo Manniello: chi ha appena gustato il sorbetto al limone all’interno dei Giardini di Cataldo, un agrumeto che si è convertito soltanto per una metà della propria estensione alla ricezione gastronomica, poche decine di metri più avanti, in prossimità dei quella che era la casa abitata da Torquato Tasso, rimarrà stupito di come appunto Manniello abbia dato vita attraverso una alacre opera di ricerca e cura di fusti, foglie e frutti a una wunderkammer botanica nel giardino dell’Hotel La Favorita senza epigoni: le specie di cedri e limoni ai quali si ha accesso attraverso un portantino in ferro battuto celato alla vista danno vita una giungla profumata e festosa che rivela tutto il gusto e l’amore per gli alberi che animarono questo uomo alacre e avveduto così come lo furono quei comandanti locali che, tornando dagli emisferi più remoti del mondo anche con un carico di semi, hanno ispirato il parco di piazza Angelina Lauro: tutto Sorrento, del resto, ama i suoi alberi e li difende. Inviando un messaggio importante in un Sud che spesso cede alla tentazione cementizia, privandosi di un patrimonio di specie capace di donare ombra e assorbire l’anidride carbonica.