Girando in bicicletta per le stradine di campagna di Favignana, nel cuore più interno dell’isola trapanese, lì dove c’erano le monumentali cave di tufo, a lungo risorsa principale per l’economia locale, appaiono delle insegne che invitano a essere seguite. Giardino dell’Impossibile, indicano. E portano a un luogo segreto, ancora sconosciuto persino a molti abitanti dell’isola, che sprofonda nelle viscere della calcarenite giallo oro ed esplode in un inatteso paesaggio rigoglioso, verde e variopinto. Dove anche la calura delle estati torride trova ristoro. Non un miraggio nel deserto, ma una verità tangibile, prova di come l’intervento dell’uomo possa non solo essere distruttivo, ma anche rigenerativo. Soprattutto quando la creatività si fa visione lungimirante, sostenuta da determinazione e caparbietà.