Alec Ross ha dedicato al nostro Paese un importante volume, «The italian dream», in cui si chiede, con l’affetto di chi ha origini italiane e lavora a Bologna e parla della nostra terra dicendo «noi», perché non esista un sogno italiano.Alec Ross è americano. Ha lavorato con Hillary Clinton e ha guidato la politica tecnologica per la campagna di Barack Obama. I suoi bisnonni, all’inizio del Novecento, sono partiti dall’Abruzzo per cercare fortuna e lavoro. Si sono imbarcati per andare nella terra delle opportunità, erano analfabeti e finirono a lavorare, a poco prezzo, nelle miniere di carbone. Ma il loro figlio, il nonno di Alec, si è messo a vendere abbonamenti a riviste e telefoni e poi ha aperto una panetteria. E ha messo al mondo quattro figli che sono diventati medici e avvocati. «In una sola generazione, la famiglia è passata dalla classe operaia alla classe media. In due, dalla povertà a un ceto sociale benestante».
Era questa l’America, democratica o repubblicana, prima di finire in mano a un autocrate dissennato come Trump.Era questo il sogno americano che ha fornito senso all’esistenza degli americani e delle persone che, da tutto il mondo, fuggivano dalla povertà in nome delle opportunità.Il sogno italiano che fornisce il titolo al libro di Ross, è esistito nel dopoguerra, quando la costruzione delle autostrade, la trasformazione dell’economia da agricola a industriale, la scolarizzazione di massa, l’arrivo della televisione fecero rinascere e diventare grande un paese che era stato distrutto dalla dittatura fascista, dall’occupazione nazista e dalla guerra.Ma oggi l’Italia è un paese fermo, immobile: crescita demografica sotto lo zero, stipendi fermi a prima del 1990, crescita del Pil che negli ultimi anni è stata tra le più basse del mondo, collocandoci al 182° posto su 196. Un Paese paralizzato da una politica incapace di trovare regole di funzionamento nitide che rendano efficiente, trasparente, razionale il rapporto tra esecutivo e parlamento, in un equilibrio che garantisca una stabilità autentica e una alternanza tra schieramenti ugualmente legittimi perché ancorati ai valori democratici e antifascisti della nostra Costituzione.







