Il “sogno italiano”? Non esiste, anzi, sì! Lo spiega chiaramente Alec Ross nel suo ultimo libro “The Italian Dream. Riprendersi il futuro”, al centro di un tour nazionale di presentazione che è partito dal Sud in sinergia con Entopan, l’hub calabrese di open innovation, e con Harmonic Innovation Group. Assieme al presidente di Entopan Francesco Cicione, l’economista americano, già consulente del Governo Obama per l’innovazione tecnologica e oggi imprenditore e docente della Bologna Business School dell’Università, ha toccato Catanzaro (nella sede dell’azienda a Caraffa, con la moderazione del vicepresidente Antonio Viscomi) e poi Reggio Calabria, (nella sala consiliare «Pietro Battaglia» di Palazzo San Giorgio, con la moderazione di Demetrio Naccari Carlizzi). Il tour - nell’ambito del percorso Consonanze – Dialoghi d'Autore, rassegna culturale itinerante promossa da Entopan e Feltrinelli con HIG - si è concluso a Catania, dove nell’aula magna dell’Università Ross ha dialogato assieme a Cicione con la moderazione del responsabile delle relazioni strategiche Raffaele del Monaco e della giornalista Santina Giannone. Ad intervenire anche Emanuele Spampinato, ceo di Harmonic Innovation Group, l’ecosistema – presieduto da Pasquale Scaramuzzino, con Francesco Profumo come presidente del Comitato di Indirizzo Strategico - che tra Sicilia e Calabria punta sullo sviluppo del sud attraverso tecnologia e innovazione “armonica”.Al centro delle tre tappe, il ragionamento – intellettuale, ma anche molto concreto – che partendo dal saggio si è snodato sul destino dell'Italia, sul ruolo delle nuove generazioni, sulla fiducia e sulla necessità di tornare a costruire visioni di lungo periodo.Il tour che parte dal Sud: “Qui mi sento a casa”Ma perché partire proprio dal Sud? “Mi sento a casa al Sud - risponde Ross - e vedo talenti dal meridione d’Italia ovunque nel mondo, Ci tengo a essere qui, c’è sete d’informazione e ispirazione. E spesso gli autori si fermano a Roma” . Un Sud cui bisogna “restituire fiducia” e il coraggio di un sogno che poggia su artigianalità, bellezza, creatività, qualità della vita. Creando le condizioni per formare e trattenere i giovani, senza limitarsi a dire loro che “ci vuole pazienza” e senza tradire le loro aspettative di futuro.La familiarità con le terre del Sud – come spiega lo stesso autore - è legata alle radici familiari di Ross, il cui bisnonno abruzzese partì dall’Italia dando avvio ad una storia che rispecchia perfettamente il teorema dell’ “American dream”, il sogno americano degli immigrati alla ricerca nel nuovo mondo di opportunità e di futuro. E proprio il Sud dell’Italia è quello che maggiormente dovrebbe far tesoro delle parole di Ross, ritrovando fiducia e soprattutto donandola ai suoi giovani, ragazzi e ragazze la cui condizione ricorre spesso nelle pagine del saggio. Giovani scoraggiati da gavette infinite, che a trent’anni sono ancora considerati “ragazzi” e che invece andrebbero investiti delle responsabilità gestionali che meritano, così da non scegliere di allontanarsi, dal sud verso il nord o dall’Italia verso l’estero. Peraltro, anche il profondo divario sociale tra le regioni italiane è evidenziato da Ross nel volume, articolato nello sviluppo di otto dicotomie: Giovane e Vecchio, Innovazione e Tradizione, Forma e Sostanza, Apprendimento e Stimoli Superficiali, Unità e Divisione, Breve e Lungo Termine, Fiducia e Sfiducia, Ottimismo e PessimismoL’Italia deve dare un esempio: il proprio“Ora non è il momento per l’Italia di seguire l’esempio americano o quello di qualsiasi altro popolo di qualsiasi altro paese. E’ il momento per l’Italia di stabilire il proprio modello e offrire il proprio esempio”, auspica l’autore.Nel corso dell’evento di Catania, come già emerso durante le due tappe calabresi, Ross ha ampliato la riflessione, partendo dagli spunti offerti dal libro e tratteggiando un orizzonte concreto di crescita, di “recupero” di un futuro possibile, ma soprattutto provando a “svegliare” un orgoglio identitario che troppo spesso sembra offuscato. E lo fa a suo modo, pur sapendo che “sarebbe impossibile per chi legge essere d’accordo con me su tutto” ma – aggiunge – “credo che quando due persone sono d’accordo su tutto solo una delle due sta davvero pensando”.Il punto di partenza di Ross è infatti tanto semplice quanto provocatorio. Per decenni il cosiddetto "sogno americano" si è fondato su una promessa chiara: lavorare duramente, rispettare le regole e garantire a ogni generazione una vita migliore della precedente. Oggi, sostiene, quella promessa sembra essersi incrinata soprattutto in Italia, dove la crescita economica è stata tra le più basse tra i paesi industrializzati.Un Paese che “è” un sogno, ma non ne ha unoL'Italia “è” un sogno, spiega l'autore, ma non “ha” un sogno. Manca in particolare un progetto di medio e lungo termine, producendo stagnazione economica, scoraggiamento e soprattutto una crescente frattura generazionale. Il tema è particolarmente sentito nel Mezzogiorno, da cui continua a partire una consistente emorragia di talenti. Giovani formati in università di eccellenza, trovano spesso all'estero o nel Nord Italia opportunità professionali, responsabilità e percorsi di crescita che faticano a trovare nei territori di origine.Cicione: il Sud laboratorio di sfide globaliFrancesco Cicione ha trasformato la riflessione sul sogno italiano in una riflessione sul ruolo del Sud. Secondo il fondatore di Harmonic Innovation Group, il Mezzogiorno non deve considerarsi periferia ma centro di una nuova prospettiva di sviluppo. Il dialogo con Ross ha mostrato la forza di un'amicizia e di una profonda affinità: la visione di Ross, attenta a individuo, merito e innovazione, ha incontrato l'Innovazione Armonica, che intreccia quella spinta “con i valori della comunità, della cultura e dell'antropocentrismo etico. È la via italiana e mediterranea allo sviluppo che Entopan coltiva da venticinque anni, riconoscendo nel Mezzogiorno e nel Mediterraneo un laboratorio per le sfide globali del futuro”.E il saggio coglie proprio questo invito rivolto all'Italia: tornare a guardarsi con verità, recuperare il gusto della visione e l'ambizione di costruire il proprio futuro. Per Cicione il vero problema italiano non è la mancanza di risorse, ma la perdita della capacità di sognare, una condizione che – anche a causa dell’ipertrofia normativa - rischia di trasformare l'eredità delle generazioni precedenti in un freno anziché in una fonte di sviluppo.Bellezza e innovazione su cui fondare la competitivitàNel libro la bellezza emerge come tratto distintivo dell'identità italiana, non però quale semplice questione estetica, ma come valore capace di tradursi in innovazione, qualità e competitività. Ross ha sviluppato il tema collegandolo alle trasformazioni tecnologiche contemporanee. In un mondo sempre più dominato dagli algoritmi e dall'omologazione delle informazioni, ha spiegato, creatività, originalità e capacità artigianale diventano fattori strategici. Non solo nell'arte e nella moda, ma anche nell'industria, nella manifattura e nella tecnologia.La fiducia, infrastruttura immateriale dello sviluppoCentrale quindi il tema della fiducia, come infrastruttura immateriale dello sviluppo. Ross ha osservato che nei principali ecosistemi dell'innovazione del mondo – dalla Silicon Valley ai Paesi del Golfo, dall'India alla Cina – la competizione non esclude la capacità di fare squadra. In Italia, invece, prevalgono troppo spesso individualismo, sospetto, sfiducia e una sorta di soddisfazione per gli insuccessi altrui.Una riflessione che si collega direttamente alla fuga dei giovani talenti: chi trova contesti più aperti e disponibili ad accogliere idee nuove tende inevitabilmente a svilupparle altrove. Proprio ai giovani è dedicato il primo degli approfondimenti sulle otto dicotomie, volto a scardinare l’approccio generazionale “borbonico” che produce danni sempre più gravi. L’invito è invece a una chiamata alla responsabilità collettiva, rivolta soprattutto a chi oggi ha venti o trent'anni e rischia di pensare che il proprio futuro possa realizzarsi soltanto lontano dall'Italia.Proprio da qui nasce l'appello finale rivolto soprattutto al Sud. Non un invito all'ottimismo ingenuo, ma a quello che Ross definisce un "ottimismo realistico": la capacità di affrontare i problemi senza negarne la complessità, ma senza nemmeno arrendersi alla rassegnazione. Anche Cicione ha insistito sulla necessità di recuperare una cultura del lungo periodo, ricordando come le grandi opere che hanno costruito l'identità siano nate da visioni pensate per le generazioni future.Il futuro dunque non è qualcosa da attendere, ma qualcosa da costruire. E il Mezzogiorno, spesso raccontato solo attraverso le sue fragilità, può tornare a essere uno dei luoghi da cui questa costruzione riparte, per riscoprire una vocazione storica che appartiene alla sua identità più profonda: trasformare cultura, creatività e comunità in sviluppo. Senza ricette facili né scorciatoie, ma sostituendo la rassegnazione con la responsabilità, la paura con la fiducia, il rimpianto con il progetto. Solo così quel futuro possiamo riprendercelo.
Il “sogno italiano” secondo Alec Ross: riprendersi il futuro ripartendo dai giovani. E dal Sud
L’economista americano docente UniBo ha lanciato il nuovo libro “The Italian Dream” toccando - assieme a Entopan - Catanzaro, Reggio Calabria e Catania








