Perché un Paese ammirato in tutto il mondo sembra avere smesso di credere in se stesso? È la domanda che attraversa “The Italian Dream. Riprendersi il futuro”, il nuovo libro di Alec Ross, pubblicato da Feltrinelli. Il titolo richiama volutamente l’American Dream, ma non propone di importare in Italia il modello statunitense. Ross cerca piuttosto di capire se possa esistere un sogno italiano: una visione collettiva capace di tenere insieme crescita economica, cultura, innovazione, qualità della vita e mobilità sociale.
L’autore occupa un punto di osservazione particolare. È americano, ma i suoi nonni erano abruzzesi; ha lavorato ai vertici dell’amministrazione statunitense, ma oggi trascorre parte dell’anno in Italia e insegna alla Bologna Business School. Conosce dunque il Paese abbastanza da coglierne i meccanismi profondi, senza essersi ancora assuefatto alle sue lentezze. È proprio questo sguardo, partecipe e insieme esterno, a costituire il maggiore punto di forza del libro.
Ross non descrive un’Italia senza speranza. Al contrario, parte dal paradosso di una nazione ricca di capitale umano, cultura, bellezza, imprese e competenze, che tuttavia fatica a trasformare questi patrimoni in una promessa rivolta alle nuove generazioni. All’estero l’Italia continua a essere desiderata, al proprio interno, invece, prevalgono spesso sfiducia, paura del rischio e convinzione che il futuro sarà inevitabilmente peggiore del passato.






