Domenica alle 18 si gioca la 38ª di campionato al Maradona con i friulani, per Conte è l’ultima da allenatore. Dietro la decisione di andare tutti in ritiro c’è una volontà precisa: restare concentrati per vincere e conservare il 2° posto, non solo per orgoglio sportivo.
Antonio Conte è all’ultima partita da allenatore del Napoli, lascia dopo l’Udinese.
La grigliata al centro sportivo di Castel Volturno e poi il ritiro prima della partita con l'Udinese, ultima di campionato per il Napoli e per Antonio Conte sulla panchina degli azzurri. Anche se la Champions è acquisita ed è ormai chiaro che la sua avventura alla guida dei partenopei finirà ufficialmente domenica sera, il tecnico salentino non ha alcuna intenzione di mollare la presa. Il messaggio che trasmette è semplice, diretto: non vuole che la squadra si rilassi perché c'è ancora un obiettivo da raggiungere, chiudere la Serie A al 2° posto. Traguardo che sarebbe motivo di orgoglio per se stesso, a conferma della personale tendenza in carriera secondo cui vince lo scudetto o, nella "peggiore" delle ipotesi", arriva secondo. Piazzamento che, per dirla alla sua maniera, sarà anche occupato dal "primo dei perdenti" ma porta in dote ugualmente una manciata di milioni in più quanto a premi sportivi: se il Napoli batte i friulani alla 38ª giornata, infatti, resta da solo alle spalle dell'Inter campione d'Italia e mette in tasca 13.2 milioni di euro, quale bonus di gratificazione. Oltre a risparmiare il "tesoretto" di una ventina di milioni e passa che il club non dovrà corrispondere né a Conte né al suo staff che vanno via un anno prima della scadenza naturale del contratto (senza nemmeno il pagamento di penali o transazioni).















