CASTEL VOLTURNO Neppure ieri Conte ha parlato alla squadra. A questo punto, il discorso d’addio è atteso per dopo la gara con l’Udinese. Non c’è ragione di pensare che lo farà tra oggi e domani, anche perché questa ultima vigilia di campionato è diventata, d’un tratto, una cosa serissima: tant’è che conferma che porterà la squadra in ritiro (a Pozzuoli) la notte di sabato, nonostante l’orario pomeridiano della sfida con i friulani. Contro le sue regole. Per qualcuno, un modo per dimostrare fino all’ultimo secondo chi comanda in questo Napoli. Non tutti gli azzurri hanno gradito, s’intende, ma per Conte la missione non è compiuta: manca la ciliegina sulla torta, ovvero il secondo posto. Bisogna mettersi nei suoi panni: dal 2012, in Italia, o arriva primo o per l’appunto secondo. È una cosa a cui tiene in maniera speciale, esattamente come la qualificazione in Champions che lascia in eredità.

Fabian Ruiz: «Napoli? Mi manca molto, ci torno appena posso»Antonio Conte è concentrato e teso, come alla vigilia di una partita importante. L’unica eccezione alle regole severe sono la presenza della figlia Vittoria alla grigliata che il tecnico ha voluto offrire alla squadra alla fine dell’allenamento. Roba rapidissima, alle 14,30 erano quasi tutti lontani dal centro tecnico. Nessuno che gli chiede dell’addio, della decisione presa: solo Lukaku poteva avere l’ardire di fare domande. Se ne va e al momento neppure a Di Lorenzo lo ha comunicato. Nulla da dire, è il suo modo di gestire il gruppo. È la cosa che difende più di ogni altra cosa, la riservatezza nei rapporti nello spogliatoio. E ancora ieri con il suo fiero cipiglio, non ha fatto concessione ai convenevoli di fine stagione: nessuna battuta, una breve riunione in sala-video perché c’era l’Udinese da iniziare a studiare e poi l’allenamento, prima della grigliata organizzata a bordo campo. Ma chi si aspettava che Conte si mettesse, per la prima volta, a nudo, è rimasto deluso: nessuna concessione, non vuole che l’ambiente sia rilassato. Lo dovranno ricordare come un sergente di ferro. Il lungo addio In 22mila hanno già comprato il biglietto per l’ultima di Antonio Conte. A cui si deve aggiungere la quota degli abbonati: insomma, per il commiato dell’allenatore del quarto scudetto. Il Maradona potrebbe arriva a quota 50mila tifosi contro l’Udinese, insomma. Non male. E sarebbero tutti lì per salutare Conte. Ha deciso che resterà ancora una settimana almeno in città dopo la gara con l’Udinese: deve organizzare il trasloco e salutare le tante persone che ha conosciuto in queste due anni vissuti travolto dalla città. Lo raggiungerà anche la moglie e non è escluso che tutti saranno a cena con De Laurentiis a inizio settimana, proprio per sancire un rapporto di amicizia. Il retroscena Conte ha deciso di lasciare già da qualche settimana, ma ha tenuto tutto per sé il pensiero. Nascondendolo anche ai fedelissimi dello staff. Anche De Laurentiis, chissà perché, ere certo che ci fossero ancora dei margini per un ripensamento, per iniziare un colloquio e trovare magari anche un’intesa per il terzo anno. Anche il presidente, in ogni caso, ha avuto delle esitazioni sulla gestione di questa stagione e pure lui, come dopo il Bologna, era assai deluso per certe prestazioni. E avrebbe chiesto molte cose all’allenatore. Ma, a quanto risulta, Conte si sarebbe limitato a comunicare a De Laurentiis solo l’intenzione di andare via. Non solo non è stato neppure affrontato il piano sul futuro, ma neppure il bilancio della stagione. Napoli, Aurelio De Laurentiis all'Antico Vinaio. Mazzanti: «Cosa bolle in pentola?»In pratica Conte non ha voluto sentire i piani per il futuro: non sa chi torna dai prestiti, non sa su chi De Laurentiis intende puntare e non sa neanche del taglio del monte-ingaggi. Tutte cose che ha appreso dai giornali. Non pensa che sia il caso di rimproverare alla società le promesse mancate, non ne ha voglia e non ne avverte l’esigenza. Vuole chiudere il ciclo, girare pagina, andare via da vincente. Come suo solito. Come anticipato martedì, firmerà una risoluzione consensuale: nessuna dimissione, lascia l’ultimo anno di contratto per intero al club. Una rinuncia da 8 milioni di euro netti. E farà risolvere i contratti anche a tutto il suo staff, Lele Oriali compreso. Ieri, l’ex campione del mondo è stato tra gli ultimi a lasciare il centro sportivo: è stato l’alter ego di Conte, il prolungamento dei suoi occhi, spesso l’uomo a cui toccava alzare la voce. L’unico che poteva permetterselo. È rimasto quasi un quarto d’ora a firmare autografi per le decine di tifosi che hanno aspettato l’uscita di calciatori e tecnici.