SAN ZENONE (TREVISO) - Una rapina pianificata e programmata nei minimi dettagli. Compresi quelli noti solo a chi frequentava la villa o ne conosceva le frequentazioni. Per questo gli investigatori non escludono l’ipotesi di un basista che abbia aiutato la banda che domenica notte ha sequestrato e rapinato nella sua tenuta di San Zenone degli Ezzelini l’imprenditore Fabio Gallina, fondatore del Forno d’Asolo. Tutto fa pensare che il commando sapesse bene come e soprattutto quando muoversi. Gallina si era infatti trasferito solo da pochi giorni nella nuova dimora, appena restaurata. E chi abitava nella vicina dependance, utilizzata dai custodi storici della tenuta, avevano appena lasciato la residenza. Solo ieri sono arrivati i nuovi inquilini. Il 61enne insomma, domenica sera, era totalmente solo. E quindi più vulnerabile.
Fabio Gallina, «forse è la stessa banda che ha assaltato la villa dell'ex senatore Alberto Filippi»: stesse violenza brutale e freddezza TRACCE DI DNA I tre banditi, che dopo aver minacciato e picchiato l’imprenditore lo hanno costretto ad aprire la cassaforte da cui hanno portato via 20mila euro in contanti e una pistola, potrebbero aver lasciato delle tracce di Dna. Lo stanno cercando di chiarire gli investigatori che hanno posto sotto sequestro le fascette da elettricista, sulle quali verranno effettuate delle analisi di laboratorio, usate dal commando per immobilizzare l’imprenditore. Potrebbe essere un passo falso dai rapinatori che, dopo aver spogliato Gallina, togliendogli i vestiti proprio per evitare di lasciare tracce a loro riconducibili, hanno cercato di cancellare ogni ulteriore residuo svuotando nelle diverse stanze da loro visitate un estintore, spruzzandone il contenuto un po’ ovunque. I carabinieri della compagnia di Castelfranco hanno inoltre acquisito anche le telecamere di sorveglianza nel perimetro esterno della villa (la tenuta ne è sprovvista), comprese quelle pubbliche nel territorio comunale, per cercare di individuare l’auto utilizzata dal commando e capire che direzione abbiano preso i malviventi per dileguarsi.Rapina nella villa dell'imprenditore Fabio Gallina, il sindaco: «Quello che è successo è grave e preoccupante» VIDEO L’IRRUZIONE La rapina è avvenuta poco dopo le 20 della scorsa domenica. I tre rapinatori hanno atteso che Gallina finisse la passeggiata nel parco con il suo pastore tedesco. E mentre stava rientrando, gli sono saltati addosso. L’imprenditore è stato aggredito da una persona con il volto coperto da una sciarpa. Il pugno in faccia l’ha fatto crollare. «Non alzare la testa e resta immobile», si è sentito dire, da un uomo dall’accento italiano. Il 61enne, costretto a terra, ha visto solo le gambe di tre persone. A quel punto gli altri due rapinatori hanno iniziato a passare in rassegna la casa alla ricerca della cassaforte. Non l’hanno trovata subito. Alla fine l’uomo, colpito al volto e al torace, è stato costretto a dire loro dove si trovava. Una volta svuotata, la banda si è data alla fuga. E per guadagnare del tempo ha lasciato l’imprenditore legato e spogliato. Gallina è rimasto immobilizzato per tre ore prima di riuscire a liberarsi e cercare aiuto nella pizzeria Ca’ Bembo, a due passi dall’abitazione. Qui il personale stava facendo le pulizie di fine turno. Il titolare, Renzo Lucadello, l’ha visto arrivare ancora svestito e sanguinante. Da qui è partita la chiamata ai carabinieri.«L’abbiamo visto arrivare con la faccia tumefatta, mezzo legato, assieme al cane - racconta Lucadello -. Era in mutande e l’abbiamo coperto. Poi abbiamo chiamato i carabinieri e l’ambulanza». Gallina è rimasto in ospedale per accertamenti tutta la mattinata di lunedì ed è tornato nella villa solo nel pomeriggio. «Sono sconvolto - ha detto ancora incredulo per quanto accaduto - non riesco a dormire». I carabinieri lo hanno sentito più volte nelle scorse ore, per cercare di ricostruire la dinamica del fatto. Gallina è riuscito ad intravedere solo il malvivente che gli ha sferrato il pugno in volto, anche se coperto da una sciarpa. «Ora sta meglio - ha detto ieri il figlio Ruggero Gallina fuori dai cancelli della villa -, ma quanto successo impressiona, ti paralizza. Ma ora non me la sento di parlarne». Intanto, le indagini proseguono. Al momento non si esclude che la banda possa essere la stessa che ha assalito pochi giorni fa anche la villa dell’ex senatore leghista Alberto Filippi, nel vicentino. Molte le analogie tra i due colpi, in particolare il fatto che anche in questo caso la vittima sia stata spogliata dei vestiti, per non lasciare alcun tipo di traccia.










