SAN ZENONE - «Sono sconvolto. Non riesco a dormire. Ma adesso ho più che mai bisogno di riposare». L'imprenditore Fabio Gallina, 61 anni, fondatore assieme al fratello Paolo dell'azienda dolciaria Forno d'Asolo, parla a fatica dopo la brutale rapina di domenica sera nella sua villa di via Ca' Bembo a San Zenone degli Ezzelini. Una banda composta da 3 rapinatori lo ha aspettato sotto la dimora cinquecentesca che si alza su una collinetta davanti al centro del paese. Dopo la ristrutturazione, l'imprenditore aveva iniziato solo da pochi giorni a vivere in pianta stabile in villa Vignola.
Domenica, poco prima delle 20, aveva portato il suo cane, un pastore, a fare una passeggiata nel parco. È quando è tornato verso l'ingresso della villa è stato aggredito da un bandito con il volto nascosto da una sciarpa. Il 61enne è stato steso da un pugno sferrato di sorpresa in pieno volto. «Non alzare la testa e resta immobile», gli hanno detto i rapinatori. È stato lasciato in giardino per mezz'ora. Poi è stato buttato per terra all'interno della casa. Lui ha potuto vedere solo le gambe dei tre. Ma ha sentito che parlavano in un italiano corretto. La banda ha iniziato a cercare la cassaforte. Non trovandola, ha costretto l'imprenditore a dire dove si trovava. Dopodiché l'hanno svuotata portando via 20mila euro e una pistola. E prima di fuggire hanno spogliato il 61enne, lasciandolo in mutande, e lo hanno legato con fascette da elettricista e con il guinzaglio del cane. Un modo per guadagnare tempo. E così è stato.










