Un'ora di terrore, prima aggredito nel proprio garage, picchiato e minacciato con la pistola, poi chiuso in una stanza temendo per la vita di moglie e figlie, e infine la conta di quello che i malviventi gli avevano portato via.

E' la sventura che è toccata ad Alberto Filippi, 60 anni, ex senatore della Lega e imprenditore chimico vicentino, tenuto in ostaggio la scorsa notte in una rapina maessa a segno nella sua villa di Arcugnano (Vicenza).

Tutto è iniziato intorno alle 23.00 di ieri sera. Ad agire un gruppo di quattro banditi che, secondo le prime ricostruzioni, sono sbucati da un cespuglio nel giardino della villa, armati di pistola e incappucciati, e hanno sorpreso Filippi mentre stava scendendo dall'auto dopo averla parcheggiata in garage. Quando l'imprenditore ha cercato di reagire, i quattro sono passati alle maniere forti e hanno iniziato a picchiarlo, poi con la minaccia di una pistola lo hanno trascinato all'interno dell'abitazione, dove c'erano la moglie e le due figlie piccole. Filippi è stato chiuso da solo in una stanza, separato dal resto della famiglia, a sua volta segregata in un altro locale - moglie e figlie non sarebbero state maltrattate - quindi i ladri hanno rovistato in giro, portando via orologi di pregio, del valore di alcune centinaia di migliaia di euro, e delle borse griffate. A una prima verifica, il valore della refurtiva ammonta intorno ai 3 milioni di euro. "Stavo rientrando a casa dopo una cena - ha raccontato Filippi ai giornalisti, visibilmente scosso e con addosso i segni delle botte ricevute - e appena depositata l'auto in garage, alle spalle mi hanno aggredito quattro individui incappucciati, e lì c'è stata una prima colluttazione. Mi hanno riempito di pugni, dopodiché quando hanno armato una pistola e me l'hanno puntata in mezzo agli occhi ho desistito".