La realtà è molto più semplice di quanto si possa credere. Due ladri, uno italiano, classe 1991 con un occhio di vetro, e un basista che ha permesso loro, fingendo un colpo a sorpresa, l’ingresso nel giardino della lussuosa villa di Valentino Garavani. Svolta nelle indagini sulla rapina - tentata - a casa del famosissimo stilista italiano, avvenuta nel pomeriggio dello scorso sette luglio. Nulla di improvvisato ma tutto meticolosamente studiato, salvo l’imprevisto che ha mandato in fumo per i malviventi un bottino milionario.

La Squadra Mobile ha ricostruito in parte quanto avvenuto quel pomeriggio e in base alle risultanze - molteplici indizi - il vigilante, poi auto sospesosi dall’incarico, potrebbe avere avuto un ruolo attivo nell’organizzazione del colpo. In base a quanto accaduto quel pomeriggio sembrava inizialmente che fosse stato proprio il guardiano a mettere in fuga la coppia di malviventi. C’erano anche le immagini che lo immortalavano mentre esplodeva dei colpi di pistola in aria al fine di spaventare quei due uomini che, creandosi un pertugio su una recinzione, erano riusciti a introdursi nel giardino della villa sull’Appia Antica.

Un gesto eroici per alcuni aspetti e dovuto per altri in ragione della carica ricoperta. Valentino si trovava in casa in quel momento con alcuni governanti ma quando sono usciti della coppia di ladri non c’era più traccia. I due erano fuggiti a bordo di quell’auto usata per arrivare sull’Appia, ovvero una Fiat Panda. Sempre il sistema di videosorveglianza esterno alla villa aveva catturato sia l’arrivo, alcuni minuti prima delle sette, che la fuga. Si vedeva anche il vigilantes che dalla sua postazione aveva scorto i ladri ed era andato loro incontro estraendo alla fine la pistola ed esplodendo in aria alcuni colpi, costringendo infine i due ladri a fuggire da dove erano arrivati. Diverse le ipotesi per spiegare quello che è stato ricostruito nel corso delle indagini ma che non si sposa affatto con la dinamica pur descritta dagli occhi elettronici del sistema di sorveglianza.