Voghera. Le loro telecronache sono uniche per simpatia e competenza. Tanti appassionati guardano il Giro d’Italia su Eurosport in compagnia di Riccardo Magrini, detto "Il Magro", toscano di Montecatini Terme, ex corridore professionista tra la seconda metà degli anni '70 e la prima metà degli anni '80, e Luca Gregorio, colleghi in cabina di commento dal 2018. Saranno anche loro sul palco del teatro Valentino di Voghera domani 23 maggio alle 21 per la serata “Aspettando il Giro”, moderata dal nostro direttore Giacomo Bedeschi, a cui parteciperanno le stelle del ciclismo Berzin, Bugno e Chiappucci. «Il Giro non ha ancora un padrone, anche se il favorito rimane Jonas Vingegaard, ma al momento la maglia rosa è sulle spalle del portoghese Eulalio – spiega Magrini – Quindi è un bel Giro, molto vario. Narvaez sta andando fortissimo, mentre Ganna ha dato spettacolo nella cronometro in Versilia. Adesso aspettiamo le montagne. La Bulgaria ha risposto bene con tanta gente sulle strade, per non parlare delle nostre strade». E non mancano le sorprese: «L’austriaco Felix Gall è quella in positivo, anche se nella cronometro è andato male, poi metto il nostro Davide Piganzoli, terzo a Corno alle Scale». La Corsa Rosa è nel cuore di Magrini: «Sono italiano, quindi non potrebbe essere diversamente. Ho vinto anche in Francia e certamente la risonanza di una tappa al Tour è maggiore, ma il Giro resta una corsa particolare. Ne ho corsi nove: il Giro è il Giro, il pubblico, il calore, la bellezza dei paesaggi». 1983 anno magico Nel 1983 Magrini vince una tappa al Giro e una al Tour. «Mi ricordo della vittoria di tappa a Montefiascone. Era un sabato e due giorni dopo il Giro passò dalla mia Montecatini Terme, la città era in festa perché avevo vinto la tappa e passavo davanti alla mia gente, un ricordo bellissimo. La vittoria nella tappa del Tour fu altrettanto importante, perché erano sei anni che un italiano non si aggiudicava una frazione alla Grande Boucle. Oltretutto in quell’edizione c’erano solamente cinque italiani in gruppo e quindi vincere fu una cosa clamorosa, che ebbe un ampio risalto mediatico». Nel 1986, alla Ricordi, Magrini è compagno di squadra del bronese Emanuele Bombini: «Come posso dimenticarlo – scherza Magrini – mi faceva sempre fare tardi la sera perché non voleva dormire e dovevo passare nella sua stanza per fare il punto della giornata. Scherzi a parte, è una persona speciale e quando mi invita non posso mai dire di no». Lasciata la bici, Magrini si dedica alle telecronache, che oramai coprono la tappa per intero, dalla partenza all’arrivo: «Il segreto è non preparare nulla, altrimenti non arrivi in fondo, ma andare sempre a braccio. Assieme a Luca facciamo sempre un accenno alla tappa, ci mancherebbe, poi gli altri argomenti ci vengono spontanei. Mano a mano che ci vengono le idee, le sviluppiamo». Magrini è anche appassionato di musica: Il corridore più rock è senz’altro Pogacar, mentre quello pop Van Aert».
Magrini, la voce del giro: «Pubblico, calore e bellezza»
Il commentatore tv sarà ospite domani al teatro Valentino di Voghera












