Il passaggio dei circa 300 attivisti internazionali di Land Convoy – la missione via terra per Gaza della Global Sumud – è stato interrotto al confine tra la Tripolitania e la Cirenaica, in Libia. La delegazione italiana: “In corso contatti per sbloccare i mezzi, pronti a una riduzione dei partecipanti”.

Foto di Filippo Boi

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È stato negato più volte al checkpoint di Sirte, il Libia, il transito del Land Convoy, la missione via terra della Global Sumud. La missione era partita nelle scorse settimane dalla Mauritania con l'obiettivo di raggiungere il valico di Rafah per consegnare aiuti alla popolazione della Striscia di Gaza. Il convoglio, che ha visto il ricongiungimento di diverse delegazioni internazionali a Tripoli lo scorso 7 maggio, è composto da specialisti sanitari, ingegneri e tecnici, pullman di aiuti, ambulanze e moduli abitativi mobili.

Secondo quanto si apprende da fonti interne alla delegazione italiana, i mezzi sono fermi da circa cinque giorni nella zona cuscinetto che separa la Libia occidentale da quella orientale, l'area sotto il controllo delle forze facenti capo al generale Khalifa Haftar. Marco Contadini, referente della delegazione italiana composta da 13 partecipanti per un totale di circa 300 rappresentanti provenienti da 28 Paesi diversi, tra cui Stati Uniti, Indonesia, Cina, Sudafrica e diverse nazioni europee, sottolinea che tutti sono provvisti di visti regolari rilasciati dal Governo di Unità Nazionale (GUN) di Tripoli.