L'asfalto cede il passo alla terra, alle piante e alle fioriere, mentre lo spazio normalmente riservato alle auto si è ridotto. Così, da lunedì scorso, è cambiato il volto di un tratto di Lungo Dora Firenze, davanti al community hub Dorado, tra via Bologna e via Ancona. Per un isolato il lungofiume ha assunto l'aspetto di uno spazio più pedonale e verde, pensato per essere vissuto più lentamente. È il primo step di «Green Dora Riverside», il progetto promosso dalle associazioni Stratosferica e Decisio in dialogo con il Comune per immaginare una trasformazione più ampia del Lungo Dora. Progetto urbano contro il cambiamento climatico a Torino La sperimentazione, inaugurata ieri sera e destinata a concludersi domenica, punta a testare una nuova idea di spazio pubblico: meno traffico, meno asfalto e più verde urbano, con l'obiettivo di contrastare gli effetti del cambiamento climatico e restituire centralità al rapporto tra la città e il fiume. Quella avviata in questi giorni è una prova generale di ciò che potrebbe avverarsi dal prossimo anno, quando il progetto dovrebbe estendersi da via Bologna fino a corso Regio Parco, lungo quattro isolati. Un intervento più strutturale su cui i promotori hanno già avviato un confronto con il Comune e con la Circoscrizione 7. Festa inaugurale e partecipazione dei residenti sul lungo fiume Ieri sera l'area è stata inaugurata con una festa all'aperto tra talk, musica e momenti di aggregazione affacciati sul fiume. Residenti e curiosi hanno iniziato a riappropriarsi di uno spazio che, almeno per qualche giorno, prova a cambiare funzione e fruizione: non più soltanto una strada di passaggio, ma un luogo da riconquistare. In questi giorni i volontari stanno anche raccogliendo questionari tra i passanti per capire come venga percepita la trasformazione: secondo i primi dati raccolti, otto su dieci la promuovono a pieni voti. Stratosferica punta su un Lungo Dora più verde e vivibile «Qui passano poche auto, ma c'è un enorme potenziale come passeggiata sul fiume» assicura Luca Ballarini, presidente di Stratosferica. L'idea è quella di lavorare su un lungo Dora più verde e vivibile, riducendo lo spazio dedicato alle auto e aumentando le superfici permeabili. Un approccio diverso rispetto ad altri interventi realizzati recentemente dall'associazione, come il Precollinar Park in corso Gabetti, nato soprattutto come spazio di aggregazione: «In questo caso il tema centrale sarà la trasformazione climatica della città». Studenti coinvolti nella co-progettazione degli arredi urbani Per realizzare il progetto sono stati coinvolti oltre 70 studenti del Politecnico e dell'Università, impegnati in attività di co-progettazione e autocostruzione degli arredi urbani. Le aree normalmente occupate dai parcheggi sono state convertite in spazi con sedute, verde e installazioni temporanee, mentre la carreggiata è stata riconfigurata. Pedonalizzazione e modello di città spugna per il futuro di Torino L'obiettivo finale, ancora da discutere con l'amministrazione, sarebbe quello di arrivare in futuro a una pedonalizzazione molto più incisiva del lungo Dora, trasformandolo in una vera passeggiata verde affacciata sul fiume, sulla scia dei processi di riqualificazione che negli ultimi anni hanno interessato Aurora e Barriera di Milano. Il progetto si inserisce in una riflessione più ampia sul futuro climatico della città. Nel progetto illustrato ieri dagli organizzatori si parla esplicitamente di «depaving», cioè della progressiva rimozione dell'asfalto per lasciare spazio a superfici permeabili e verde urbano capaci di assorbire l'acqua piovana e ridurre l'effetto isola di calore. L'obiettivo è sperimentare un modello di «città spugna», più resiliente alle ondate di caldo e agli eventi meteorologici estremi.