A Genova, l’amministrazione di Silvia Salis inserisce il "depaving" nel Piano urbanistico comunale e sostituisce l’asfalto con superfici permeabili

Meno asfalto, più alberi e suolo permeabile per contrastare il caldo estremo e il cambiamento climatico. La Genova di Silvia Salis compie un altro passo storico e diventa il primo Comune italiano a introdurre ufficialmente la depavimentazione all’interno del nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC), riconoscendo il suolo e il verde urbano come vere e proprie infrastrutture ecosistemiche.

Una scelta che punta a ridurre le isole di calore, migliorare la qualità dell’aria e aumentare la capacità della città di assorbire l’acqua piovana, sempre più fondamentale di fronte agli eventi meteo estremi.

Ma cosa significa concretamente “depaving”? La depavimentazione consiste nella rimozione di asfalto, cemento e altre superfici impermeabili non più necessarie – come vecchi piazzali, cortili abbandonati o aree parcheggio inutilizzate – per restituire spazio alla natura attraverso prati, alberature, giardini e superfici drenanti.

Un approccio già adottato in diverse città europee e nordamericane, dove il “depaving” viene considerato uno degli strumenti più efficaci per adattare le aree urbane alla crisi climatica.