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All’inizio di aprile il consiglio comunale di Genova ha approvato una delibera che modifica il piano urbanistico comunale introducendo incentivi economici – per esempio la riduzione degli oneri di urbanizzazione – per i costruttori che realizzano anche interventi di depavimentazione. Con “depavimentazione” o “depaving”, in inglese, si intende la rimozione dell’asfalto dagli spazi cittadini – pubblici o privati – e la sostituzione con aiuole, giardini o prati.
In Italia la depavimentazione è una pratica conosciuta, utilizzata e promossa da molte amministrazioni comunali per via dei suoi numerosi vantaggi, ma Genova è la prima città ad averla inserita nel proprio piano urbanistico e ad aver spinto i privati ad attuarla, creando norme apposite e incentivi. «Invece di costruire marciapiedi e parcheggi, i privati ricevono sgravi fiscali se scelgono di destinare i loro oneri di urbanizzazione a opere di depavimentazione. Chi lo fa, però, si impegna anche a occuparsi di quelle aree per i dieci anni successivi», spiega Francesca Coppola, assessora al Verde urbano di Genova, che ha promosso la delibera.
L’obiettivo principale della depavimentazione è ridurre l’effetto “isola di calore”, cioè quel microclima più caldo che si crea nelle aree cittadine rispetto alle zone circostanti delle periferie e delle campagne. Le strade, le piazze e i parcheggi asfaltati sono infatti superfici scure che assorbono più radiazione solare e rilasciano poi più calore, rispetto alla terra.








