Quasi 750 comuni interessati di cui 18 capoluoghi, oltre 6,6 milioni elettori italiani chiamati alle urne: numeri che spiegano bene come le amministrative del 24 e 25 maggio rappresentino un test importante per le forze politiche dopo il referendum sulla riforma della giustizia (eventuale ballottaggio il 7 e 8 giugno).

Tra le grandi città, Venezia, Reggio Calabria, Salerno ed Avellino. Nel capoluogo veneto in totale sono 20 le liste depositate per il Consiglio comunale e 72 quelle per le Municipalità. In palio le poltrone di 749 sindaci. A questi si aggiungono i 148 comuni della Sardegna dove però il primo turno è in programma nelle giornate del 7 e dell'8 giugno.

I 17 capoluoghi di provincia (escludendo Venezia che è capoluogo di Regione) sono Lecco e Mantova in Lombardia; Arezzo, Pistoia e Prato in Toscana; Fermo e Macerata nelle Marche; Chieti in Abruzzo; Avellino e Salerno in Campania; Andria e Trani in Puglia, Reggio Calabria e Crotone in Calabria; Agrigento, Enna e Messina in Sicilia. Le urne saranno aperte domenica 24 maggio dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15, quando inizieranno le operazioni di spoglio.

Potranno votare tutti i residenti iscritti nelle liste elettorali che abbiano compiuto 18 anni entro il giorno della votazione. L'elettore dovrà recarsi al seggio con la tessera elettorale e un documento di riconoscimento: oltre alla carta di identità, sono considerati documenti validi anche la patente di guida e il passaporto. Se l'elettore ha smarrito la tessera elettorale o ha esaurito gli spazi disponibili, potrà richiederne una nuova presso gli Uffici elettorali del proprio Comune. In tutti i comuni, l'elezione del sindaco é contestuale all'elezione dei consiglieri comunali.