Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia e della città metropolitana di Venezia (Photo by Roberto Serra - Iguana )Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 21 maggio 2026 - Oltre 6 milioni di elettori in 737 Comuni, di cui 18 capoluoghi e 118 sopra i 15 mila abitanti. Ma la sostanza è che le elezioni amministrative del prossimo fine settimana rischiano di rivelarsi una nuova impasse per il centrodestra. Se non altro per la probabile sconfitta a Venezia unico capoluogo di Regione al voto e teatro delle recenti polemiche sulla Biennale aperta anche (per tre giorni) al padiglione russo, che ha suscitato l’inconsulto sdegno censorio bipartisan da parte della politica nazionale e europea.
Nei 625 comuni sotto i 15 mila abitanti vince la lista che si classifica prima. Negli altri serviranno invece i ballottaggi il 7 e 8 giugno. In Sicilia e Friuli Venezia-Giulia basta tuttavia superare il 40% per l’elezione dei sindaci (come prevede anche il contestatissimo progetto di legge presentato dal centrodestra per tutti i comuni sopra i 15 mila abitanti). Tema non irrilevante, che in un paio di dozzine di amministrazioni potrebbe favorire liste moderate e/o civiche.
Dei 118 comuni superiori, 47 sono amministrati dal centrosinistra, 41 dal centrodestra, 15 da sindaci civici (di cui 8 riconducibili al centrodestra e 5 al centrosinistra), 5 da esponenti del M5s e 10 non invece collocabili negli schieramenti tradizionali. A cominciare dalla lista Sud chiama Nord del vulcanico quanto indeterminato Cateno De Luca a Messina.












