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Il contatore nella vetrina della farmacia in campo San Bortolomio, dove c’è il ponte di Rialto, segna 47.652. È il numero degli abitanti del centro storico di Venezia, cioè dei “sestieri” (i quartieri) e dell’isola della Giudecca, stabilmente in calo da oltre settant’anni. Nonostante se ne parli da tempo, è stato un inevitabile argomento di dibattito anche nella campagna elettorale per le prossime elezioni comunali, che si terranno il 24 e il 25 maggio.

Venezia è uno dei maggiori capoluoghi di provincia in cui si vota. I candidati sindaci sono otto, ma quelli che hanno davvero possibilità di essere eletti sono due: Andrea Martella, senatore del Partito Democratico e attuale segretario regionale del PD, e Simone Venturini, assessore alla Coesione sociale della giunta uscente di Luigi Brugnaro. Martella è sostenuto da tutto il campo largo cosiddetto (oltre al PD, il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e +Europa). Venturini è sostenuto da un’ampia coalizione di centrodestra.

La legge italiana impone che non si possano pubblicare sondaggi nei quindici giorni precedenti a una votazione; gli ultimi pubblicati prima delle elezioni davano Martella in vantaggio di sei/sette punti percentuali rispetto a Venturini. Una sua vittoria sarebbe sorprendente, dopo dieci anni di amministrazione di centrodestra nella città capoluogo di una regione stabilmente governata dalla Lega. Martella peraltro viene “da fuori” perché è di Portogruaro, un comune nella città metropolitana di Venezia, e ha fatto politica principalmente a livello nazionale, oltre che a Portogruaro. Venturini invece è entrato per la prima volta in consiglio comunale a Venezia quando aveva 22 anni: oggi ne ha 38.