Il ministro chiede flessibilità di bilancio, collegando la crisi dello Stretto di Hormuz alla sicurezza nazionale italiana.

L'Italia ha presentato alla Commissione Europea una "richiesta ragionevole" per avere flessibilità di bilancio per fronteggiare la crisi energetica causata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, sa che i "tempi" per una decisione non saranno "immediati", ma insiste, perché ritiene di "essere nel giusto". Lo ha detto a Nicosia il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, lasciando i lavori dell'Ecofin informale a Cipro per rientrare a Roma.

"Non c'è nessuna soluzione che aiuta l'Italia - risponde dopo aver incontrato in bilaterale il commissario all'Economia Valdis Dombrovskis - ci sono soluzioni che aiutano tutti i Paesi che fanno parte dell'Europa, in una situazione molto complicata e difficile. Noi abbiamo fatto una proposta. Riteniamo che questa proposta sia assolutamente razionale e di buon senso".

Certo, ha aggiunto, "sappiamo che i tempi di esame e di valutazione da parte degli organismi europei, da parte degli altri Paesi sono non immediati. Richiedono qualche giorno, magari qualche settimana, però continuiamo a insistere, perché riteniamo di essere nel giusto".