L'Italia insiste sulla richiesta di flessibilità all'Ue. "La nostra proposta è di interpretare gli spazi concessi per la difesa in termini di sicurezza nazionale", ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti a Nicosia. La proposta è "razionale e di buon senso", anche se i tempi di valutazione "non sono immediati": potrebbe servire "qualche giorno, magari qualche settimana".

"Uno dei miei mantra è che la sicurezza economica è sicurezza nazionale. Riteniamo che quello che sta accadendo in Medio Oriente sia paragonabile, in termini economici e di conseguenze, a quanto accaduto con l'aggressione della Russia all'Ucraina".

Il ministro ha indicato anche altre possibili strade oltre all'estensione della clausola di salvaguardia prevista dal Patto di stabilità (attualmente per la difesa), richiamando il concetto dei "fattori rilevanti" previsto dal quadro fiscale. "Anche quello però deve essere ovviamente puntualmente e preventivamente declinato, altrimenti non può essere considerato", ha spiegato.

Giorgetti ha poi citato la nuova revisione del Pnrr a cui stanno lavorando gli uffici competenti entro la fine di maggio, parlando di "un mix di situazioni che fanno riferimento a interventi di natura coerente in termini di investimento che devono affrontare questo tipo di crisi". Quanto alle misure ipotizzate, il ministro ha sottolineato che "nel non paper è scritto chiaramente" che l'Italia chiede "spazio fiscale totalmente allineato a quei documenti che la Commissione europea ha approvato in settimana e che delimitano lo spazio di intervento".