di
Francesca Basso
I ministri delle Finanze dell’Eurozona si sono riuniti a Nicosia e hanno discusso dell’impatto della guerra in Medio Oriente. Il commissario Ue all’Economia Dombrovskis: «Le misure devono essere mirate, calibrate e temporanee»
DALLA NOSTRA INVIATANICOSIA - Il messaggio che arriva dall’Eurogruppo di Cipro è che le misure per far fronte alla crisi energetica devono essere «mirate, temporanee e calibrate, senza ricorrere a un ampio stimolo fiscale generalizzato, tenendo conto del limitato spazio fiscale disponibile», come ha ribadito il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis. In conferenza stampa, al termine della riunione dei ministri finanziari dell’Eurozona, la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha anche aggiunto che «qualsiasi deviazione da quei principi sarebbe in realtà dannosa e porterebbe come risultato a un orientamento differente nella politica monetaria».
Ma questo non significa che la Commissione abbia chiuso la porta alle richieste dell’Italia di estendere anche all’energia la clausola di salvaguardia nazionale prevista per le spese per la difesa. «Stiamo attualmente valutando diverse opzioni politiche, comprese opzioni di politica fiscale, per affrontare al meglio la crisi», ha detto Dombrovskis spiegando che «si tratta di una serie di possibilità esistenti all’interno del nostro quadro». Fonti Ue interpellate dal Corriere a Nicosia hanno fatto capire che effettivamente la Commissione sta lavorando sulla clausola come richiesto dall’Italia e che una prima risposta potrebbe arrivare nelle prossime due settimane. Il ministro Giorgetti ha avuto un bilaterale con il commissario Dombrovskis di un quarto d’ora: «Parlo più spesso con Dombrovskis che con Crosetto», ha scherzato aggiungendo che è in corso un avvicinamento al «passo dell’alpino lettone». I due avevano avuto un confronto anche il 5 maggio scorso, in occasione dell’Eurogruppo che si era riunito a Bruxelles.












