L'Ue spera di riuscire a trovare un accordo su un pacchetto di misure pensate per tagliare la burocrazia, aumentare la trasparenza e rilanciare la produzione interna, in risposta a minacce alla sicurezza sempre più gravi. Ma restano nodi importanti sulla questione dell'autonomia, con il rischio di indebolire la sicurezza del continente.

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Martedì a Bruxelles i membri della Commissione europea, del Parlamento europeo e della presidenza cipriota del Consiglio dell'Ue, in rappresentanza degli Stati membri, si sono riuniti per dare il via libera al cosiddetto "Defence Readiness Omnibus", un pacchetto di misure proposto un anno fa per snellire le procedure dell'industria della difesa.

Ma sulle proposte sono emerse divisioni, in particolare sui criteri di ammissibilità. I negoziati mettono in luce una tensione di vecchia data tra una maggiore integrazione europea nel settore della difesa e la volontà dei governi di mantenere il controllo sovrano sugli acquisti e sulla politica industriale.

La capacità dell'Europa di dissuadere le aggressioni e reagire alle crisi è finita sotto i riflettori dopo l'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia nel 2022, in un contesto in cui il presidente statunitense Donald Trump ha preso sempre più le distanze dalle relazioni transatlantiche.