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Ultimo aggiornamento: 15:29
Droni, scudo-aereo antimissile e lo scudo spaziale. Poi coalizioni di Paesi sulle capacità e una spinta agli investimenti nel mercato unico. Sono questi i punti centrali della Roadmap sulla difesa presentata dalla Commissione europea e dall’Alta Rappresentante Kaja Kallas che ha come obiettivo dichiarato quello aiutare i 27 a colmare le loro carenze militari entro il 2030. Ma “per farlo l’Europa si deve muovere ora“, esordisce la comunicazione congiunta. Nel testo vengono proposti 4 progetti d’importanza strategica (” European Drone Defence Initiative, l’Eastern Flank Watch, l’European Air Shield e il Defence Space Shield”), nonché l’istituzione di coalizioni tra i Paesi – con una capitale a fare da guida – intorno a nove capacità definite come prioritarie (ad esempio i missili e le munizioni). La roadmap propone tempi di attuazione stringenti, quote per gli appalti congiunti e un ruolo guida per l’Agenzia della Difesa. La Commissione europea e l’Alto rappresentante presenteranno questa tabella di marcia al Consiglio europeo della prossima settimana.
Nel complesso “noi europei investiremo, entro il 2035, circa 6.800 miliardi di euro nella difesa, di cui il 50% per quella effettiva: un vero big bang nel finanziamento della difesa”, lo ha definito il commissario Ue alla Difesa Andrius Kubilius. Il piano richiederà “tutte le fonti di finanziamento disponibili a livello nazionale e Ue”, ha spiegato, precisando che la spesa “si baserà principalmente sui bilanci nazionali” che stanzieranno risorse “100 volte maggiori” rispetto a quelle Ue, per “centrare i target di capacità Nato“. “Vogliamo raggiungere la prontezza alla difesa prima del 2030. Perché? A causa dei piani di Putin. E dobbiamo combattere l’aggressione, prevenire la guerra, preservare la pace, ed è questo lo scopo della Roadmap”, ha aggiunto Kubilius.











