Il piano europeo Il programma verrà discusso la settimana prossima dai capi di Stato e di governo. Intesa tra istituzioni Ue sul piano industriale di difesaDal nostro corrispondente Beda Romano16 ottobre 2025BRUXELLES – Dopo settimane di negoziati con i paesi membri, la Commissione europea ha presentato oggi, giovedì 16 ottobre, una tabella di marcia (roadmap, in inglese) con la quale strutturare quanto possibile il riarmo europeo in modo collaborativo. Il programma verrà discusso la settimana prossima dai capi di Stato e di governo. Sullo sfondo restano tensioni tra i paesi membri, alla ricerca di un equilibrio tra competenza nazionale e volano comunitario nel settore della difesa. Il programma da attuare da qui al 2030 verrà discusso la settimana prossima dai capi di Stato e di governo. Sullo sfondo restano tensioni tra i paesi membri, alla ricerca di un equilibrio tra competenza nazionale e volano comunitario nel settore della difesa.La tabella di marcia presentata oggi propone quattro grandi progetti in comune: un muro anti-drone, la sorveglianza del fianco orientale dell’Unione europea, uno scudo aereo e uno scudo spaziale di difesa. «Queste iniziative – spiega l’esecutivo comunitario in un comunicato - rafforzeranno la capacità dell’Europa di deterrenza e difesa su spazio, terra, aria, mare, e spazio cibernetico, contribuendo direttamente agli obiettivi di capacità della Nato».Il programma presentato a Bruxelles prevede che due dei quattro progetti – il muro anti-drone e la sorveglianza del fianco orientale – siano avviati entro la fine del 2026. Il primo dovrebbe essere operativo nel 2027, mentre il secondo nel 2028. «Nei prossimi dieci anni spenderemo circa 6.800 miliardi di euro nella sicurezza», ha stimato a grandi linee il commissario alla Difesa Andrius Kubilius, parlando con alcuni media internazionali, tra cui le agenzie di stampa Afp e Ansa.La Commissione europea prevede che i paesi membri creino coalizioni tra Stati in nove settori per promuovere la ricerca in comune e gli appalti congiunti. I settori sono la difesa aerea e missilistica; i cosiddetti fattori abilitanti strategici; la mobilità militare; i sistemi di artiglieria; la cibernetica, l’intelligenza artificiale, e la guerra elettronica; i missili e le munizioni; i droni e i contro-droni; il combattimento terrestre; e infine la sorveglianza marittima.I Paesi membri stanno già esprimendo il loro interesse a collaborare nei vari campi. Secondo i primi lavori preliminari, per ogni settore si sono già detti disponibili a essere Paesi-guida, insieme ad altri, la Germania, la Danimarca, la Svezia, la Francia, la Croazia, la Lettonia, il Belgio, l’Olanda, e la Spagna. Come detto, nessuna decisione è stata ancora presa, le trattative sono ancora in corso e vi è ancora tempo per una redistribuzione dei ruoli nei vari campi.