Il primo viaggio ufficiale all’estero di Péter Magyar da capo del governo si è svolto in Polonia in tre tappe: Cracovia, Varsavia e Danzica. Una scelta che viene vista come segno della volontà del premier ungherese di rilanciare le relazioni nell’Europa centro-orientale. Tra i due paesi intercorrono tradizionalmente rapporti di grande amicizia, infatti uno dei momenti di particolare valenza simbolica del soggiorno polacco di Magyar è stato quello della visita alla cattedrale di Wawel e ad alcuni luoghi della memoria importanti per il patrimonio comune dei due popoli.

Con il ritorno di Donald Tusk nel ruolo di primo ministro polacco dopo gli otto anni del governo del PiS (Diritto e Giustizia), gli elementi di convergenza con l’Ungheria di Viktor Orbán erano diminuiti notevolmente, Magyar si muove con l’intento di ricucire rapporti laddove necessario e di mantenere relazioni di buon vicinato a partire dalla Polonia che per l’Ue è un attore di grande importanza sullo scacchiere europeo centro-orientale.

Difatti, seguito da un’ampia delegazione governativa, il nuovo primo ministro ungherese è stato impegnato in colloqui riguardanti chiaramente le relazioni bilaterali, la cooperazione economica e la sicurezza nella regione. Si parla anche di cambiamenti sul piano della diplomazia di Budapest dal momento che, secondo quanto si apprende, il ministero degli Esteri danubiano avrebbe deciso di richiamare l’attuale ambasciatore in Polonia. Tale passo, se confermato definitivamente, andrebbe interpretato come segno della volontà di adeguare le rappresentanze diplomatiche ungheresi all’estero alla nuova linea politica dell’attuale governo Magyar.