Whisky a parte, il campionato scozzese è la cosa più simile a quella grandissima palla che è diventato il tennis maschile da un paio d’anni a questa parte, più scontato di una birra analcolica al mio pub e con un livello medio stile torneo amatoriale esclusi i soliti due.Cheers per Arteta, quindi, e grazie a chi ha fatto uscire la notizia dell’addio di Guardiola al City proprio il giorno della sfida contro il Bournemouth deprimendo giocatori e ambiente (mi auguro che non siano veri i rumors che danno Guardiola futuro allenatore dell’Italia: Pep mi sta sul culo, ma non così tanto da augurargli una disgrazia personale così grande).E cheers a Unai Emery, ovviamente, che se allena una squadra con “villa” nel nome vince l’Europa League: l’Aston Villa alza un trofeo, si porta in Champions League la sesta squadra inglese e io ho un’altra scusa per sbronzarmi duro come un cervo francese e poi giustificarmi dicendo che è colpa della frutta fermentata.Fatemi brindare anche agli amici del Southampton, così sfigati da mandare le spie agli allenamenti delle squadre avversarie per poi essere pure beccati: gli va male che non giocano in Italia, dove ci sarebbe ben poco da spiare visto il livello.Italia che adesso tifa virus, da quanto ho letto: un’epidemia di ebola in Congo potrebbe costringere la Nazionale africana a dare forfait al Mondiale, e c’è chi dice che gli Azzurri potrebbero prenderne il posto. E perdere male contro il Portogallo di nonno Cristiano Ronaldo, fresco vincitore dell’ambitissimo titolo di campione d’Arabia Saudita con l’Al Nassr. La sua squadra non vinceva un trofeo da sette anni, ma tutti i bookmakers avevano capito che questa sarebbe stata la stagione buona quando lo scorso anno i rivali dell’Al Hilal hanno ingaggiato Simone Inzaghi come allenatore, che rispettando la tradizione si è fatto rimontare ed è arrivato secondo.Posso affondare sereno nella bionda per preparami alla settimana in cui due inglesi giocheranno due finali europee. E poi di corsa verso il Mondiale. Che vinceremo.