L’occasione è quantomeno inconsueta. Giovedì mattina la Cgil ha invitato Raffaele Fitto alla sua assemblea «Una e indivisibile», il lancio di un piano di mobilitazione per il Mezzogiorno. Il commissario europeo alle regioni, alla coesione e al Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, nonché vicepresidente esecutivo di Ursula von der Leyen accetta il confronto.
Il sindacato di Maurizio Landini ha prodotto un puntuto documento di venti pagine, illustrate al mattino da Christian Ferrari, dove elenca le sue critiche al governo ma anche alla Commissione. Fitto risponde punto per punto. È più che esperto della materia: nel governo di Giorgia Meloni è stato ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr, ma prima, nel governo Berlusconi, è stato ministro delle regioni, e prima ancora presidente della Puglia.
È il giorno dopo quello in cui sono state diffuse le immagini degli attivisti della Flotilla, prigionieri e umiliati dal ministro israeliano Ben-Gvir al porto di Ashdod. Sono ragazzi e ragazze anche dell’Europa. «C’è la piena e totale condivisione delle parole del presidente della Repubblica», sono le sue prime parole, «le immagini sono incommentabili, e che ciò accada da parte di un ministro è un’aggravante ulteriore».









