La morte di Carlo Petrini ha suscitato reazioni dal mondo politico e istituzionale, dal Piemonte a Roma e in tutto il mondo del cibo e dell’agricoltura. Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha definito Petrini “un uomo straordinario che ha cambiato la cultura agricola del nostro Paese e del mondo intero”. “Con la sua intelligenza, la sua visione e la sua capacità di guardare lontano - ha detto - ha insegnato a tutti noi che la sostenibilità e il rispetto della natura sono un atto politico, civico e umano prima che ambientale”. Cirio ha ricordato anche il ruolo avuto da Petrini nella costruzione di “un pezzo importante di ciò che oggi sono il Piemonte e la sua eccellenza agricola e enogastronomica”. “Per me, poi, se ne va un caro amico”, ha aggiunto.
Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha parlato di “una voce unica, capace di parlare davvero al mondo partendo dalle nostre radici”. “Con Slow Food e con Terra Madre ha costruito molto più di un movimento - ha sottolineato - ha creato un’idea nuova di comunità”. Lo Russo ha ricordato come “ogni confronto con lui” fosse “un’occasione per vedere le cose da un altro punto di vista”.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ricordato l’amicizia nata “all’Osteria Boccon Divino a Bra”. “Abbiamo ‘visitato’ insieme decine di ristoranti e cantine e, davanti ad un piatto od un bicchiere, abbiamo spaziato con la mente in ogni pensiero ci venisse”, ha scritto sui social. “Il mondo ha perso un sognatore vero. Buon viaggio, Carlin”.










